«Un santuario unico per l'intera valle dedicato ai papi»

LORENZAGO Il santuario naturale di San Karol Wojtyla. In mezzo al bosco di Lorenzago, in faccia al monte Cridola. Gli abeti rossi si alzano per 30, 40 metri e fanno da corona ad un avvallamento che ha al centro una lama. Sulla sinistra il capitello in legno con la statua della Madonna, a pochi metri l'altare di piccoli tronchi tirato su dagli uomini del Servizio forestale di Pierantonio Zanchetta. È qui che ieri, in una celebrazione sobria ma intensa di significato, una piccola folla si è radunata per pregare Giovanni Paolo II come fosse già stato proclamato santo. E la reliquia del suo sangue, portata per l'occasione direttamente da Roma, è stata baciata con rara intensità: dal vescovo Francesco Cavina di Carpi che ha presieduto la concelebrazione, dal parroco don Sergio De Martin, dai sacerdoti del vicino seminario di Treviso, ma anche da tutti i presenti, sindaci e forestali compresi. E la commozione ha conquistato giovani e adulti quando la reliquia è stata portata attraverso il bosco, scortata da due carabinieri, proprio lungo i sentieri percorsi prima da Wojtyla e poi da Ratzinger. «Come non commuoverci camminando sulle stesse orme dei due papi, di cui uno lo consideriamo già un santo?» si è lasciato catturare da forti emozioni il sindaco Mario Tremonti, accompagnato dalla famiglia. «Questa è una cattedrale, è il più bel santuario che avremmo potuto erigere a San Wojtyla», conferma il parroco De Martin. «Questo sarà il luogo della preghiera, della meditazione, del silenzio, dell'interrogarsi dentro ciascuno di noi per scendere a valle riconciliati con nostro Signore, il Creato, i nostri fratelli». La Scola Cantorum di Lorenzago riempie di soavità il santuario. Lungo le sue pareti naturali ci sono panche per sedersi e ogni qualche metro si ha modo d'incontrare Ratzinger che sembra parlare del creato da gigantografie che i Servizi forestali hanno appeso a minuscoli capitelli in legno. All'ingresso di questa cattedrale, c'è un cocuzzolo con un gazebo in legno. Era qui che Ratzinger si fermava a leggere o a scrivere. «È una ricchezza straordinaria quella che possiamo offrire alla nostra gente, due papi testimonial di luoghi impareggiabili, come questo e come il santuario di Loreto a Lozzo», sottolinea il sindaco, Mario Manfreda. «Dovremmo trovare il modo di realizzare virtualmente un santuario unico per l'intera valle, con l'interconnessione di tutti i siti dove sono stati i due grandi Papi, e magari portando a Lorenzago una reliquia permanente del nuovo santo». È così preso dalla commozione, il sindaco, che esce perfino di strada e deve farsi recuperare dai vigili del fuoco, nella curva prima della villetta dei papi. Ancora più gente, più pellegrini, il pomeriggio, si riversano lungo l'antica strada romana del santuario mariano di Loreto. «Benedetto XVI è venuto due volte per recitare il rosario, e da allora», ricorda il sindaco, «quella meta religiosa è un viavai continuo di fedeli». Francesco Dal Mas