Al lavoro fino all'ultimo lo sport piange Gillarduzzi

Le due donne sono già a casa. Un grande spavento, a bordo del furgone bianco contro cui è andato a schiantarsi Mauro Gillarduzzi e anche la sensazione di aver visto l'imprenditore ampezzano portarsi una mano all'altezza del petto. Ma può essere solo un'impressione del momento. C.C. di 49 anni è stata dimessa dal pronto soccorso con una prognosi di 10 giorni per contusioni e colpo di frusta, mentre la figlia B.Z. di 14 se l'è cavata con otto giorni. Entrambe sono state visitate e dimesse dal primario del Pronto soccorso cadorino, dottor Antonio Tocchio. Le loro condizioni erano state giudicate fin da subito non preoccupanti. (g.s.) di Gigi Sosso wVODO DI CADORE Al lavoro fino all'ultimo. Martedì mattina Mauro Gillarduzzi stava tornando nella sua casa di Vodo di Cadore, dopo una notte passata nell'ufficio del Polo Village di Fiames. Dove da ieri si svolge l'Audi Gold Cup, lo sport con i cavalli e le mazze sul ghiaccio. Era ormai la sesta nottata di un contratto da dieci, che aveva firmato, perché in questo periodo la sua attività di lattoniere gli lasciava del tempo, da investire in una delle sue grandi passioni. Il mondo dello sport era un po' la sua seconda occupazione, fin da quando accompagnava la figlia minore Jessica alla pista da bob di Ronco, non lontana da dove sta va lavorando in questi ultimi tempi. L'imprenditore ampezzano aveva compiti di sorveglianza al capannone che fino all'anno scorso veniva allestito ai margini del lago di Misurina, ma senza una responsabilità diretta, come spiega il suo datore di lavoro temporaneo Maurizio Zuliani. In caso di necessità, insomma, avrebbe dovuto allertare le forze dell'ordine. Fino all'altro giorno, tutto bene. Nessun contrattempo. Aveva lasciato l'ufficio riscaldato verso le sette meno dieci e affrontato la temperatura polare delle mattinate di Cortina, cercando conforto un una colazione calda consumata in un bar dei paraggi. Quindi, era risalito sulla sua Seat Ibiza di colore grigio, per raggiungere Vodo. A Borca, all'altezza dell'incrocio con via Riva da Ponte l'appuntamento con il destino. Il malore, che in giornata sarà precisato meglio dai medici dell'ospedale San Martino e l'incidente frontale con quel furgone Volkswagen bianco, che non centri in quella maniera, nemmeno se prendi la mira. Quando sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, l'ambulanza del Suem e i varabinieri, per Gillarduzzi non c'era più niente da fare. Gli esami richiesti dal medico hanno fatto slittare i funerali, inizialmente previsti per oggi. Le esequie dovrebbero svolgersi domani, alle 14.30, nella chiesa della parrocchia di Santa Lucia, con partenza dall'abitazione della famiglia Gillarduzzi. La cerimonia funebre è molto attesa anche dagli amici di una vita nel mondo dell'imprenditoria e anche dello sport. Lui era molto conosciuto e non solo nella valle del Boite, per non parlare di Jessica, che è stata campionessa di bob a due e ha partecipato alle Olimpiadi di Torino 2006, conquistando un dodicesimo posto e a quelle di Vancouver 2010, prima di annunciare il suo ritiro definitivo dall'attività agonistica, non solo con la maglia azzurra, ma anche con quella della Forestale, a livello nazionale. Ci saranno senz'altro anche molti sportivi a dargli l'ultimo saluto, a cominciare dai colleghi del Bob club Cortina.