Grillo esalta gli elettori «Mandiamoli a casa»

di Irene Aliprandi wBELLUNO «La montagna va preservata, basta speculazioni e sfruttamento». Beppe Grillo arriva a Belluno e il suo comizio è uno tsunami. Quasi tremila persone ieri pomeriggio hanno sfidato il gelo in una Piazza Piloni gremita almeno nel momento di punta: «è bellissimo», ha esclamato il comico genovese salendo sul palco. Grillo ha aperto con un cenno alla città e un appello per l'ambiente: «Salvatelo, fatelo per i vostri figli», è l'aggancio per i temi "storici" del leader del Movimento 5 Stelle. Energie alternative e automobili a idrogeno: «Si può fare, entro vent'anni tutto questo potrebbe essere realtà, ma il Paese deve crederci e investire». La campagna elettorale però impone i temi di attualità, dal Monte dei Paschi di Siena ai costi della politica, passando per i giornali accusati di boicottare il movimento: «Siamo in guerra, è cambiato il modo di rubare ma non si fermeranno se non li fermiamo noi. Loro hanno paura, girano con 14 uomini di scorta. A me non servono, le transenne le mettono per proteggere voi da me». Il rapporto con il pubblico è quello dei vecchi tempi: battute che spezzano l'incalzare delle accuse alla politica e alla grande industria, perché il nuovo interlocutore di Grillo sono le piccole imprese, quelle che hanno sofferto di più nell'ultimo anno e che oggi lo incontreranno a Treviso: «Condividono le nostre idee, vogliono parlarmi, è stupendo». Tra le proposte citate ci sono l'iva da pagare solo dopo aver incassato le fatture, la detassazione iniziale, la riduzione del costo del lavoro, ma Grillo vuole anche un nuovo modo di vivere: «In pensione a 70 anni? Sono pazzi o forse non si rendono conto di cosa voglia dire, tanto loro non si ammazzano certo di lavoro». L'ultimo provvedimento di Monti, il redditometro, lo scatena: «Sono loro che devono dirci come spendono i nostri soldi. Appena saremo a Roma faremo un'indagine fiscale su tutti i parlamentari, vedremo se quanto hanno speso si giustifica. Io la politica la faccio gratis». Il reddito minimo garantito è la soluzione per chi perde l'impiego o per chi ne cerca uno adeguato alla propria formazione: «I soldi li prendiamo dai rimborsi ai partiti, 3,5 miliardi di euro dovrebbero bastare», ma se Berlusconi promette di restituire l'Imu sulla prima casa, il M5S rincara la dose: «Devono restituirci il 40% delle tasse che abbiamo pagato perché se le sono intascate loro». E a chi lo accusa di "populismo" Grillo risponde con lo sberleffo della piazza, perché se lo fa gridare, come pure "megalomane", dopo aver affermato che il M5S «è il primo partito in Italia». Le notizie di questi giorni aiutano e così, per arrivare a Mps, Grillo ricorda il premio ricevuto a Londra per aver scoperto il buco Parmalat, ma poi anche le vicende Telecom, fino ai giorni nostri: «Ho comprato due azioni Mps e il giorno dopo ha perso tutto (28 euro) ma mi sono vestito bene e sono andato all'assemblea». Grillo descrive gli «occhi gonfi» degli impiegati, mentre «Profumo se ne andrà con i miliardi. Il Pd e i grandi finanzieri hanno spolpato una banca antichissima, un pezzo di storia di questo Paese. Poi non gli bastava più e allora si sono comprati Antonveneta, mossa utile per legare gli interessi del Pd con quelli della Lega Nord. Alla fine sono riusciti a fare un buco pazzesco, che è di 21 miliardi, non di 14 e sono tutti coinvolti e così si capisce anche lo scudo fiscale». Mps però va salvata: «Le banche non si possono lasciare fallire, bisogna nazionalizzarla». Non mancano le stoccate ai sindacati: «Corresponsabili insieme ai partiti del disastro del Paese» e a Monti: «Quando vedete uno che accarezza i bambini toccatevi. Monti ha perfino aperto una pagina Facebook ma non ci capisce niente altrimenti avrebbe visto i due milioni di vaffanculo che gli hanno scritto gli italiani. Se ne devono andare tutti a casa». Trattamento simile per il presidente della Repubblica, soprannominato 'o guaglione: «Napolitano ci costa 242 milioni l'anno, basta soldi alla politica e basta sprechi, so che qui cìè una situazione particolare ma anche le Province devono sparire». L'obiettivo però è caricare di speranze gli elettori, incoraggiarli a crederci: «È il momento di sentirci una comunità. Chi fa un lavoro può dedicarne un po' agli altri», perché solo cambiando gli italiani si potrà cambiare l'Italia: «E a quel punto torneranno anche i nostri ragazzi che se ne sono andati all'estero». I cervelli e la ricerca sono il motore del futuro: «Gli americani vengano qui ad aprire campus universitari, non basi militari». Nel finale la presentazione dei candidati: «Sono tutti incensurati, è difficile trovarne. Anche convincere le donne non è facile, ma le abbiamo messe tutte capolista». ©RIPRODUZIONE RISERVATA