Patrimonio di 20 milioni che era nascosto al Fisco

di Giorgio Cecchetti wMESTRE Un anno, nella sua denuncia dei redditi, il cinese Keke Pan (Luca per gli amici italiani) aveva dichiarato di aver guadagnato zero euro, l'anno successivo, invece, ne aveva denunciati tremila. Per gli investigatori della Guardia di finanza e per i pubblici ministeri veneziani Roberto Terzo e Walter Ignazitto, invece, è a capo di un impero immobiliare e non, del valore di 20 milioni di euro: è proprietario di decine di appartamenti, addirittura dell'intero stabile al civico 145 di via Piave, il condominio «Meridiana», del vicino Hotel Cortina (tre piani di stanze), di negozi, case e magazzini in via Cappuccina, a San Donà e a Cavarzere. Inoltre, a lui farebbero capo tre società, sulla carta intestate alla moglie e ad altri, la «168 srl», la «Panato sas» e la «Negozio Pan sas». Stando al capo d'imputazione dell'ordinanza di custodia cautelare di 263 pagine firmata dal giudice di Venezia Alberto Scaramuzza, Pan era un maestro a raccontare frottole, tanto che il 3 ottobre 2009, in occasione dell'arresto di una sua connazionale (Haiyan Jiang) per sfruttamento della prostituzione, in qualità di interprete e quindi perito nominato dal giudice, aveva opportunamente nascostodi essere lui stesso proprietario dell'appartamento dove lei e un'altra cinese si prostituivano. Inoltre, poco prima dell'interrogatorio avrebbe invitato l'arrestata a non riferire questa circostanza. L'accusa più pesante per il 36enne Pan, la moglie veneziana Alessia Degnato, la madre e lo zio di lui, Lianqin Li e Jasheng Wu, il 62enne tributarista e ragioniere sandonatese Maurizio Pasini, il titolare dell'agenzia immobiliare «Excelsior» di Cavarzere Francesco Frigato, i suoi stretti collaboratori Massimiliano Salinetti, di Venezia, e Barbara Chinellato, di Marghera, la titolare e la dipendente dello «Studio Dall'Anese e Ferro» di San Donà, le consulenti del lavoro Barbara Ferro e Benedetta Soldato, e l'addetta all'Ufficio anagrafe del Comune di Cavarzere Paola Garbin è quella di associazione a delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina. Quindi Pan e altri due cinesi devono rispondere anche di aver reclutato ragazze cinesi per farle prostituire (stando alle accuse gestiva ben quattro locali per massaggi orientali che poi finivano con rapporti sessuali, sono due a Mestre , in via Piave e in via Sernaglia, uno a Cavarzere, in via Spalato, e a Pettorazza Grimani, Rovigo). Pan, inoltre, è accusato di falsa perizia e di intestazione fittizia di beni. Le indagini, comunque, non sono concluse, anche perché sul conto di Pan erano state avviate numerose inchieste di cui sono titolari altri pubblici ministeri, oltre a Terzo e Ignazitto. Al centro dell'attenzione soprattutto l'appoggio che l'imprenditore cinese ha ottenuto da professionisti italiani, come il tributarista e le consulenti del lavoro sandonatesi, e da pubblici ufficiali, come l'addetta all'anagrafe di Cavarzere. Quest'ultimo non è l'unico luogo dove Pan avrebbe cercato l'appoggio di funzionari pubblici, anche perché senza di loro non sarebbe riuscito a far funzionare l'apparato organizzativo per procurare l'ingresso e la permanenza illegali nel territorio italiano, soprattutto per quanto riguarda la residenza. Gli interrogatori inizieranno oggi, ma gli arrestati saranno sentiti nelle città dove sono rinchiusi, Pan ad esempio è nel carcere di Tolmezzo, la madre in quello di Vigevano.