Referendum, si accoda anche San Vito

"Dobbiamo andare avanti senza timori né sudditanze», scrive il Bard in un comunicato diffuso ieri, «affinché la volontà dei semplici cittadini sia ascoltata a Roma e a Venezia. Viviamo in un contenitore che si sta sgretolando e noi lo ricostituiremo secondo le nostre necessità. Un Ente Provincia eletto dai cittadini, che sappia applicare le giuste politiche per i nostri territori, che sia in grado di assicurare agli abitanti della montagna le stesse opportunità degli abitanti della pianura, che sappia creare reddito sfruttando appieno le risorse turistiche che il nostro straordinario territorio, unico al mondo, è in grado di offrirci». «La nostra volontà», precisa Alfonso Sidro del Comitato di San Vito, « non è quella di ricevere premi, sovvenzioni o contentini, ma di gestire in proprio lerisorse. E sulla nostra effettiva capacità di autogestirci testimoniano ormai da secoli le Regole. Se poi sbaglieremo, almeno sbaglieremo con le nostre mani. Il vero problema è che per decenni alla montagna sono state applicate le politiche della pianura , che hanno fatto morire le nostre vallate». (s.v.) SAN VITO É partita anche a San Vito la raccolta delle firme per il passaggio del Comune sotto l'Alto Adige; ed in un paio di giorni già in 50 hanno sottoscritto la proposta di referendum. Il "comitato referendario San Vito di Cadore in Trentino Alto Adige per la Regione Dolomiti" si è riunito giovedì scorso nella sede dell'Union Ladina d'Oltreciusa, nel cosiddetto "asilo vecchio" del paese, alla presenza anche del sindaco Andrea Fiori. Il gruppo è attualmente composto da una decina di persone, fra cui Daniele Lucia (albergatore); Alfonso Sidro (imprenditore); Alberto Belli (falegname); Massimo Brugiolo (artigiano); Irene De Monte (impiegata). «La raccolta di firme è iniziata lunedì scorso», spiega Alfonso Sidro, «ed abbiamo avuto subito un ottimo riscontro, ad indicare il fatto che la gente vuole dire la sua, soprattutto in un momento come questo». Molti i giovani decisi a raccogliere la sfida che anche in questo caso, si fa notare, serve soprattutto da stimolo verso l'autonomia. «Credo sia bene ribadire», sottolinea Sidro, « che non vi è alcun desiderio di andare sotto l'Alto Adige, passaggio in sé molto difficile se non impossibile. A San Vito la vera volontà della popolazione non è quella di diventare altoatesina, realtà con cui abbiamo poco a che spartire. Qui, come nel resto della provincia, l'intenzione è quella di lanciare un accorato grido di dolore verso le istituzioni che si dimostrano sempre più inerti nei confronti delle realtà montane cadorine e bellunesi. Il vero obiettivo è quello di ottenere l'autonomia della Provincia di Belluno». Le firme, in queste prime ore, sono raccolte grazie all'azione di alcuni volontari che stanno informando la popolazione. Nei prossimi giorni, oltre all'azione dei volontari, sarà possibile firmare anche in luoghi pubblici del paese; inoltre, lo si può fare già all'Ufficio anagrafe del Comune. A San Vito gli aventi diritto al voto sono circa 1.000; per regolamento comunale, affinché il consiglio comunale indìca un referendum, è necessario che a chiederlo sia almeno un terzo della popolazione votante, quindi un po' più di 300 persone. Possono firmare solamente i residenti iscritti nelle liste elettorali. Il quesito referendario riguarderà, dunque, il passaggio di San Vito in Trentino Alto Adige. Ma poiché San Vito rientra nella classificazione di "seconda fascia", potrà intraprendere questo percorso solo agganciandosi ad Auronzo, comune confinante con la Regione Trentino Alto Adige, dove la raccolta firme è iniziata da qualche giorno, e da cui dipende anche il destino di Lozzo. Anche nel caso di San Vito, la decisione di raccogliere le sottoscrizioni necessarie per l'indizione del referendum è stata fortemente sollecitata dal BARD che funge da "detonatore"e che sottolinea ancora una volta come questa voglia essere prima di ogni altra cosa una forte presa di posizione a sostegno dell'autonomia della Provincia di Belluno. Il fine ultimo del comitato, che intende concludere la raccolta delle firme entro la fine dell'anno, è dunque quello di entrare a far parte, insieme ai territori montani limitrofi, della grande Regione Alpina. Stefano Vietina twitter@vietinas ©RIPRODUZIONE RISERVATA