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Volkswagen contro Marchionne: si dimetta dall’Acea

ROMA Durissima risposta della Volkswagen alle accuse di Sergio Marchionne di alimentare in Europa una guerra sui prezzi che danneggia tutto il settore. Dalle pagine del Wall Street Journal, il portavoce della casa di Wolfsburg, Stephan Gruehsem, ha chiesto ufficialmente al manager Fiat di dimettersi dalla presidenza dell’Acea, l’associazione europea che raggruppa i costruttori automobilistici, definendolo «insopportabile». Gruehsem ha anche detto che Volkswagen sta considerando la possibilità di uscire dall’Acea in seguito a quei commenti. Fiat non ha commentato le dichiarazioni del portavoce di Volkswagen. Sergio Marchionne aveva definito la politica dei prezzi attuata da Volkswagen un «bagno di sangue» e già giovedì, durante la conference call con gli analisti per la presentazione dei conti, il responsabile vendite della casa automobilistica tedesca, Christian Klingler, aveva respinto le accuse dell’ad di Fiat, sottolineando che la società non persegue una politica di prezzi eccessivamente aggressiva in Europa, pur ammettendo che la concorrenza in Europa si stia intensificando. Volkswagen aveva comunicato conti in crescita nel secondo trimestre, risultati in contrasto con quelli delle altre case automobilistiche concorrenti come Psa Peugeot-Citroen, Ford e General Motors. Intanto la Commissione europea ha fatto sapere ieri di non essere a conoscenza di pratiche scorrette sui prezzi applicate dalla Volkswagen. Lo ha affermato il portavoce del commissario Ue alla concorrenza Joaquin Almunia in riferimento alle accuse dell’ad Fiat. «Le regole Ue» in materia di concorrenza «sono note», ha sottolineato il portavoce Antoine Colombanie e a quanto risulta alla Commissione «non ci sono accuse di collusione, abuso di posizione dominante o di altre pratiche scorrette» nei confronti di Volkswagen. L’Antitrust Ue può intervenire solo in caso di cartello o intesa sui prezzi, o di abuso di posizione dominante su un determinato mercato, in cui può rientrare la pratica di applicare prezzi molto al di sotto di quelli di mercato per eliminare i concorrenti. Nell’ottica di Bruxelles la dinamica denunciata da Marchionne sarebbe non un problema di concorrenza sleale ma un normale processo di mercato.