15 luglio 2012 —
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sezione: Nazionale
di Alessandro Zago wTREVISO «Il mancato supporto regionale ai Consorzi Fidi territoriali dimostra che Zaia non ha alcuna visione strategica. Il governatore del Veneto ha spostato quei fondi su Veneto Sviluppo, una finanziaria regionale trasformata in una "cassa peota" che distilla solo benevolenza clientelare». Bufera sui Confidi, il senatore trevigiano del Pdl e manager Maurizio Castro stronca Zaia sposando la battaglia delle associazioni di categoria della Marca, che sabato hanno lanciato un ultimatum a Zaia: «Se la Regione non rifinanzierà i Confidi, tutte le associazione di categoria della Marca (Unindustria esclusa, ndr) alle elezioni del 2013 non voteranno per la Lega». «Danno» elettorale stimato: 300 mila voti dirottati altrove tra quelli dei piccoli imprenditori trevigiani (sono 90 mila), dei loro familiari e dei loro dipendenti (almeno in parte). L’accusa: appena insediatosi in Regione, Zaia ha tolto i contributi ai Confidi territoriali per darli a Veneto Sviluppo, società che i rappresentanti delle Pmi ritengono fuori target per permettere l’accesso al credito agevolato alle aziende piccole e medie. Le Pmi annunciano quindi battaglia. E Castro è loro alleato: «Nella vicenda Confidi si leggono due drammatici errori di Zaia. Il primo: poiché il governatore non ha alcuna visione strategica, paralizza la vera missione di una finanziaria come Veneto Sviluppo, e cioè la concentrazione di risorse sui progetti-chiave, e la rattrappisce in una “cassa peota” che distilla benevolenza clientelare sotto forma di supporto atomizzato al credito. Il secondo: poiché il governatore, da vero leghista, aborrisce la sussidiarietà, e cioè la devoluzione di funzioni pubbliche ai corpi intermedi e alla rappresentanza organizzata delle categorie economiche, scassa i Confidi in quanto espressione dell'associazionismo imprenditoriale, e dunque impermeabili alla sua logica di minuta elargizione diretta e amicale attraverso società pubbliche». E Mario Pozza, presidente della Confartigianato e leader della rivolta, rilancia denunciando quella che definisce «una clamorosa contraddizione» all’interno della Lega: «Martedì il segretario regionale della Lega Tosi e il capogruppo in Regione Caner hanno presentato Officina Veneta, un laboratorio che coinvolge le categorie. In quell’occasione, hanno sottolineato l’importanza dei Consorzi Fidi e del rifinanziamento della legge regionale 48, che li sostiene. Quella stessa legge svuotata da Zaia: almeno si mettano d’accordo».