16 giugno 2012 —
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sezione: Nazionale
di Cristina Contento w BELLUNO Indagati per omicidio colposo: è un atto dovuto quello della procura nei confronti dei due conducenti delle auto coinvolte nell’incidente mortale di giovedì pomeriggio, costato la vita a Alessandra Venturin. Il fascicolo sul tavolo del pubblico ministero Simone Marcon è a nome del conducente del furgone Mercedes, E.D.C. di 41 anni, di Vazzola di Treviso, e del bellunese E.T., di Farra d’Alpago, che giovedì pomeriggio precedeva il furgone con la sua Audi A6, sulla corsia sud della galleria di Caralte. La polizia stradale di Valle di Cadore è riuscita a ricostruire la dinamica di questo schianto, anche se resta effettivamente il mistero legato all’improvvisa sbandata della Panda rossa sulla quale viaggiava la vittima. Secondo le prime versioni accreditate, la Fiat con al volante Alessandra Venturin ha prima toccato il cordolo sul lato destro della via di marcia, è sbandata, ha urtato lievemente il paraurti anteriore dell’Audi A6, prima di capottarsi e andarsi a schiantare sul furgone Mercedes con a bordo padre e figlio trevigiani, che viaggiava sulla stessa corsia dell’Audi. Furgone che ha proceduto la sua marcia per una decina di metri, trascinandosi l’utilitaria. Da accertare, in questo “atto dovuto” se ci siano state negligenze nella guida da parte delle persone coinvolte nella tragedia costata la vita alla 31enne di Domegge. Per ora, dai test che sono stati effettuati sul posto sui conducenti, non risultano positività sia del bellunese, che del trevigiano. Alcoltest pulito, dunque. Quanto alla ragazza, invece, ieri mattina c’è stata l’ispezione cadaverica disposta dal magistrato (non l’autopsia), che ha già rilasciato il nulla osta perchè il corpo sia restituito alla famiglia e siano celebrati i funerali. Sempre la procura ha posto sotto sequestro tutti i mezzi: il furgone, l’Audi A6 e anche il relitto della Panda. Il punto oscuro della vicenda è l’innesco della sbandata della Panda condotta da Alessandra Venturin: una distrazione, un malore, un timore improvviso per un qualcosa che possa essersi presentatole davanti e che l’ha fatta sterzare bruscamente. Neppure i due conducenti sono riusciti a fornire qualche indicazione più precisa, mentre dai rilievi non sembra che i mezzi procedessero a velocità elevata. E.T. avrebbe detto di aver sentito un botto, mentre il conducente del furgone s’è visto arrivare la Panda nella sua corsia: ha frenato e s’è buttato il più possibile a destra, ma non era possibile evitare l’impatto . Intanto a Domegge si piange una giovane donna molto conosciuta e ben voluta. ©RIPRODUZIONE RISERVATA