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elezioni Se rancori e rivalse soffocano la politica nCaro Paolo Zanco, di che cricca parli? Ho letto la lettera di Paolo Zanco sulle divisioni del centrosinistra bellunese, nella quale sostiene che esistono due “cricche”, parimenti responsabili di paralleli disastri. Mi pare una caricatura. Zanco si confessa “perplesso e arrabbiato”. E’ questo anche il mio stato d’animo, ma non mi chiamo fuori e non distribuisco le colpe salomonicamente, ovvero tutti colpevoli nessun colpevole. Siccome mi era venuto il dubbio che il termine “cricca” avesse subìto ultimamente qualche slittamento semantico, ho ripreso in mano il vocabolario. Zingarelli: “Combriccola, lega di poche persone che abbiano il fine di favorirsi a vicenda, a danno altrui”. Zanichelli: “Camarilla, combriccola, consorteria, camorra, congrega, mafia, conventicola, conciliabolo”. Hoepli: “Gruppo di persone associatesi per tramare a proprio vantaggio, a danno altrui”. Il significato non è (ancora) cambiato. Sarebbe qui troppo lungo ricostruire la vicenda passo per passo. Due date chiave. Il 19 dicembre i tre quinti dell’assemblea comunale del Pd (48 delegati, 40 presenti) decidono un metodo, cioè di indicare, secondo statuto, un candidato unitario del Pd (31 favorevoli, 8 contrari, 1 astenuto). Il 19 gennaio presentano le proprie candidature Claudia Bettiol, Quinto Piol e Cristina De Donà. Nella discussione Piol ritira la sua candidatura a favore della Bettiol. Risultato: presenti 41, Bettiol 28 voti, De Donà 2, astenuti 11 (tra cui la Bettiol). Il resto è noto. Il Pd rimane favorevole alle primarie di coalizione, nessuno presenta altre candidature mentre i tempi corrono. Massaro è già da tempo in fuga concordata. Dov’è qui la “cricca”, ovvero la congrega clandestina e mafiosa che trama a proprio vantaggio e a danno altrui? La democrazia è questione di sostanza e di forma, ma anche la forma è sostanza perché la democrazia vive di rispetto delle regole e di trasparenza. Se uno fa la sua battaglia e resta in minoranza, non può gridare alla congiura. Se non si ritrova più in un partito, vada in un altro o ne crei uno suo, ma lo faccia in tempi non sospetti e non su questioni di candidature, altrimenti è poco credibile. L’ambizione è legittima ma personalismi, rancori e rivalse soffocano la politica. La mia convinzione è che, data la situazione, le primarie si sarebbero trasformate da strumento democratico per scegliere il miglior candidato allo scopo di amministrare bene Belluno, a leva per una resa dei conti dentro il Pd con l’aiuto di truppe cammellate esterne. Toni Sirena BELLUNO elezioni a belluno Le strampalate idee per le Gabelli nCome di regola l'avvicinarsi delle amministrative li fa diventare tutti verdi, pare che anche il sindaco Prade sia stato colpito dal noto virus ambientalista modificato in versione pre-elettorale. Succede quando stress e necessità contingenti fanno abbassare le difese ideologiche. Accattivante e pubblicitaria comunque la sua idea di trasformare le Gabelli in un campus alternativo polifunzionale e molto "green", ma una volta terminato il cartone animato è bene tornare sulla terra. Alcune considerazioni su questa puntata. Il progetto è tanto apparentemente complesso quanto decisamente confuso, ma forse va collegato al fantasioso Piano triennale con cui questa amministrazione aveva previsto una ristrutturazione delle Gabelli finanziata da "apporto di capitale privato", progettualità più adatta ad un centro commerciale che non ad una scuola. Da cui l'idea, ora ribadita dal sindaco, di un confuso groviglio di competenze collaborazioni e partecipazioni che mal si adatta ad un ambito scolastico.Domanda: data l'interessante con/fusione, resterebbe spazio per le aule? Dubitiamo. Proseguendo,e visto che la storia è maestra, un dovuto e collegato accenno ad alcune delle ipotesi e scelte di questa amministrazione. Ci hanno parlato della assurda necessità di un un nuovo ospedale, volevano portare gli uffici USL dalle parti dell'aeroporto, progettavano di destrutturare Piazza dei Martiri con 10 milioni di euro totalmente provenienti da finanziamenti europei. Finanziamenti che avrebbero potuto esser richiesti per le Gabelli. E nel frattempo, non contenti di aver riempito il territorio di troppo cemento non vendibile, pensano anche ad ulteriori 150.000 metri cubi con cui disastrare definitivamente anche il Nevegal. Commenti non ne servono. Forse servirebbe, invece, tenere in considerazione i 550 milioni di euro che questo governo ha messo a disposizione dell'edilizia (solo) scolastica e agire con la necessaria velocità non/immobile. Per quanto riguarda l'idea di spazi fruibili per alunni cittadini ed associazioni, e per tutte le attivita' che li riguardano, crediamo sarebbe più logico discutere di caserme vuote ed affini. Anche per non negare inutilmente quella che è una ovvia ed indiscutibile priorità, le Gabelli devono tornare ad essere quelle di ieri e quelle di domani. Moreno Barbieri Luca Sommavilla Giovanni Patriarca Candidati indipendenti lista IDV BELLUNO lambioi e piave Comitato per le scalette ha tutte le ragioni nIl comitato che lotta per avere le scalette e il collegamento a Lambioi per la spiaggia sul Piave e la passeggiata sull'argine ha tutte le ragioni. Avevo parlato con la signora Daniela Sartorato e condiviso l'idea delle scalette, tanto è vero che la avevamo inserita nella proposta che io e il Patto per Belluno abbiamo presentato all'amministrazione comunale di Belluno per realizzare la spiaggia sul Piave (Lambioi Beach). Avevamo anche trovato l'appoggio e un importante finanziamento da parte della Provincia. Anche noi, come il comitato, abbiamo avuto tante promesse dall'amministrazione comunale. Per me e per il Patto per Belluno questo è un progetto molto importante e ci impegnIamo a realizzarlo appena verrà insediata la prossima amministrazione comunale. Pippo Costanzo (ideatore della proposta di Lambioi Beach) belluno Bici contro mano il comune decida nApprendo con piacere sul giornale del 7 aprile che la Fiab è riuscita ad ottenere un risultato importante dal Ministero Infrastrutture e Trasporti: le biciclette, a certe condizioni, possono andare contromano. Nel vostro articolo emerge che sarà necessario che il Sindaco di Belluno (per le proprie competenze) adotti gli strumenti per realizzare ciò: credo che nessuno possa smentirmi se ritengo che io sarò l’unico veramente credibile se sostengo che ciò è una mia promessa. Chi mi conosce sa, infatti, che io giro sempre in bicicletta ritenendo questo un mezzo di trasporto ideale anche per la nostra città: zero inquinamento, salute, libertà di movimento (e di parcheggio). Viva la bicicletta! Francesco La Grua candidato Sindaco per La Destra Imu Non imitiamo Cortina e San Vito nIn tema di tassazione locale, apprendiamo che Cortina e San Vito applicheranno l’IMU sulle seconde case rispettivamente al 10,6 per mille e 9,6 per mille (corriere delle Alpi del 2/3/2012). Il fine è politicamente intelligente. Non stangare i residenti che danno il voto e colpire i villeggianti proprietari dell’abitazione destinata alle vacanze. Nella logica: chi possiede una seconda casa è un riccone e in quanto tale deve essere stangato. La politica fiscale di Cortina e San Vito mi preoccupa per l’effetto imitazione che potrebbe creare in altri Comuni del Cadore, la val d’Ansiei, il Comelico. Portando l’IMU al massimo livello sulle seconde case si disincentiva il mercato immobiliare delle abitazioni destinate a vacanza. Spesso acquistate con i risparmi di una vita integrati con mutuo bancario. Tassare ferocemente la seconda casa è come dire al lavoratore che i suoi risparmi devono essere penalizzati in quanto risparmi. Chi fa fatto la cicala è fiscalmente premiato. C’è poi da aggiungere che una tassazione esagerata deprime l’economia che vive di consumi. E tanti paesi cadorini vedono il villeggiante con occhi sospettosi e diffidenti. Mi sembra invece opportuno ricordare che il turista dovrebbe essere rispettato e corteggiato. Al contrario è vessato a tutti i livelli: tassato sulla seconda casa. sul transito dei passi dolomitici, per l’accesso alle valli, sui pic nic, sulla raccolta funghi. Multato sui fiori. Tassato con l’imposta di soggiorno, negli accessi museali. Poi ci meravigliamo se il villeggiante non utilizza l’economia locale e si rende autosufficiente con approvvigionamenti al seguito. Le politiche fiscali dei comuni cadorini non stimolano certo una migliore accoglienza del forestiero. Oscar de Gaspari