07 gennaio 2012 —
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sezione: Nazionale
comune Ecocentro mobile di dubbia utilità nLettera aperta a Leonardo Colle. Ci sono degli argomenti di questi tempi dei quali sarebbe opportuno mettere a fuoco la collocazione. Da quanto risulta, almeno sulla carta, Ella dovrebbe essere Assessore al Turismo cosa che la nostra Città “porta delle Dolomiti” dovrebbe coltivare e cullare, ma la Sua presenza non si nota nel settore. La Sua presenza invece emerge con forza e vigore sulla questione Teatri (TIB in particolare) tanto da sembrare essere l’Assessore alla Cultura. Altro argomento l’Assessorato all’Ambiente (rifiuti), come era prevedibile dopo l’esclusione di realizzare l’ecocentro della sinistra Piave è assodato che non ci sarà neanche quello all’ex Caserma Piave. Un detto di Manzoniana memoria recita “a pensar male spesso ci s’azzecca” cosa puntualmente accaduta. In compenso potremo ritrovarci un ecocentro mobile del quale non è ipotizzabile il risultato, ancorché per qualcuno si renderà utile, l’unica cosa certa è il costo di circa 200mila euro. Infine il calendario della “mondezza” cosa ne pensa? Come mai non l’ha accompagnato anche Lei con gli auguri agli utenti del servizio? Caro vice sindaco assessore, il Patto per Belluno attende risposte. Celeste Balcon Patto per Belluno laggio In ricordo di Elvio Ronzani nSi sono incontrati ed in un battibaleno si sono piaciuti. Un amore a prima vista, quello sbocciato tra lui, personaggio versatile, estroverso, e il mondo degli sport invernali. In quel “file rouge” passionale ed intenso s’è spezzato. Elvio Ronzani non c’è più, non ha visto nemmeno un fiocco di neve, lui che la venerava, prima di salire sull’ascensore “senza ritorno”, chiamato cielo. Tristezza doppia. Non s’è mai chiuso in una torre d’avorio, nemmeno quando il male – con la velocità di un bob - l’ha impietosamente steso. Già il Bob. Era il suo universo. L’ha scrutato, l’ha analizzato, sponsorizzato con tutte le sue forze, cercando un appiglio per salvarlo da uno stato comatoso ormai irreversibile. Ha fatto sentire la sua voce ovunque, non ha trovato in circolazione la minima energia e quel bob su strada – un tempo permeato di charme - come una star dello spettacolo, s’è smarrito, come lui in un cul de sac senza uscita. Ci sono uomini che antepongono lo spirito umano all’orgoglio. E ci sono uomini che ci tengono a lasciare il segno e non si rassegnano a passare alla velocità di una cometa. Elvio Ronzani era la summa di tutto ciò, nel segno di un “corsus honorum” (è stato responsabile provinciale FISI) di tutto rispetto. Gli sport invernali sono stati il centro delle sue passioni, una sfera magnetica che ha finito per contagiare i suoi figli. Una DNA vincente. Giuseppe Da Sacco LAGGIO trapianti Grazie agli ospedali di Belluno e Padova nVolevamo pubblicamente ringraziare tutto il personale medico e paramedico del reparto di emodialisi di Belluno che ci hanno aiutato e ci sono stati vicini. Per la loro serietà, professionalità e umiltà. E un grazie a tutto il reparto trapianti di rene e pancreas dell' Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova e a tutta l'équipe medica che ha eseguito il trapianto di reni. Famiglia Stefano Dal Magro bar dell’ospedale Dodici anni di attività non riconosciuti nIn merito all'articolo uscito il 4 gennaio sul Corriere delle Alpi, in qualità di primi gestori del bar dell'ospedale che abbiamo avviato e gestito con grande passione, ottenendo soddisfazioni da parte del pubblico interno ed esterno del San Martino, vogliamo esprimere il nostro rammarico per non essere stati menzionati dal Corc nell'articolo, riconoscendoci quanto fatto in 12 anni di attività Gli ex gestori del bar dell'ospedale San Martino BELLUNO la chiesa La diocesi dia i decanati a Bressanone n Il parroco di Cortina d’Ampezzo porta il titolo ed effettivamente è un decano. In Terra ladina e tirolese il decano è quel sacerdote coordinatore che, in altre parti e generalmente, viene chiamato vicario foraneo. Attualmente nella diocesi di Belluno-Feltre i decani sono due: quello di Ampezzo e quello del Fodom-Buchenstein, Terre entrambe ladine e tirolesi. L’attuale decano, don Davide Fiocco, è un sacerdote intelligente e brillante, a suo modo; il vescovo, suo parente, avrà pur nutrito delle speranze quando, pur giovane, l’ha mandato in una parrocchia così importante, tanto che molti dicevano: «Ma guarda un po’ che giovane ci hanno dato per decano!». In questi anni don Davide ha lavorato con impegno, persino entusiasmo, e ha fatto alcune scelte pastorali, come suo dovere. Alcune indovinate, altre meno; ma, insomma, s’è dato da fare e, tutto sommato, c’è anche riuscito. In realtà non tutto è andato bene. Un po’ alla volta tra lui e la popolazione è nato un serio attrito. Sperava di fare alcuni cambiamenti e sono stati sentiti in contrasto con la tradizione; per fortuna non c’è riuscito, ma una fascia della popolazione se n’è risentita: perché avrebbero dovuto abbandonare le loro venerande tradizioni cristiane? A questo punto, don Davide ha chiesto di andarsene e il vescovo non sa più come far quadrare il cerchio. La soluzione in verità c’è, ed è semplice ma, come dice il proverbio, «non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire». Visto, in continuazione, che è un affar serio per la diocesi di Belluno-Feltre gestire una comunità ladina e tirolese, qual è quella dei due decanati, e visto che il sacerdote bellunese che vi è mandato è sempre sull’orlo dell’esaurimento o di altre crisi, basterebbe (e sarebbe tanto logico, oltreché doveroso) che la diocesi di Belluno-Feltre restituisse a quella di Bolzano-Bressanone i due decanati, uniti al Bellunese da Paolo VI. Don Floriano Pellegrini