31 dicembre 2011 —
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sezione: Nazionale
Aumentano gli affidi familiari, grazie all’ufficio tutela minori coordinato da Lucia Perenzin in collaborazione con l’Usl 1 di Belluno. Grazie alla rete di famiglie affidatarie formate e disponibili all’accoglienza dei bambini sia in regime residenziale che diurno, sono stati collocati ventisette minori. Nel corso del 2010 sono stati dodici. Ma nel corso dell’anno che sta per volgere al termine, i minori in affidamento sono stati complessivamente trentasette. Per dieci di questi, all’affido familiare, si è preferita la soluzione della comunità. I minori stranieri non accompagnati, quelli che arrivano in Italia al seguito di parenti o amici, per i quali si è trovata una soluzione abitativa protetta, sono stati cinque di cui tre collocati in comunità. Lo scorso anno, invece, si è collocato in affido familiare un solo straniero non accompagnato ancora minorenne. Con l’associazione A Piedi Allegri che attiva sul territorio nuove forme di accoglienza di bambini e ragazzi, l’ufficio tutela minori continua a collaborare attivamente. FELTRE Quattro cori per chiudere il lungo ponte festivo. “Anno nuovo in concerto” torna per la quindicesima edizione in programma venerdì 6 gennaio (alle 20,30) nel duomo cittadino. Ad esibirsi saranno i Piccoli cantori di Feltre, il gruppo Solo voci, il coro giovanile Vici bianche “Goitre - Sandi” e la Corale Zumellese si alterneranno sull’altare per una volta trasformato in palcoscenico.Il programma spazia nel repertorio natalizio e va dato merito ai maestri Pio Sagrillo e Manolo Da Rold di avere saputo spulciare nel repertorio noto e meno noto per portare al pubblico anche brani poco conosciuti, ma sempre legati al periodo di Natale. I Piccoli cantori sono ormai una piacevole consuetudine per il concerto dell’Epifania. Il coro normalmente affronta musiche a una melodia ma non è raro qualche duetto o terzetto. Il gruppo Solo voci si è costituito nel 1995 ed ha nelle sue corde il canto e la musica popolare. Ormai la sua fama ha valicato i confini italiani e sono frequenti le esibizioni in terra straniera, sempre con eccellenti riscontri. Il coro giovanile Goitre - Sandi è composto da una trentina di ragazzi di età compresa tra i 10 e 16 anni e il repertoria spazia dalla polifonia sacra ai pezzi pop. La corale Zumellese è composta da una cinquantina di elementi e le sue esecuzioni sono garanzia di qualità. ©RIPRODUZIONE RISERVATA IL di Laura Milano wFELTRE L’età dei ragazzini accolti nella Casa di Aladino gestita da Portaperta tende ad alzarsi. Adesso, su otto posti letto disponibili, ne sono occupati sette da adolescenti. Di bambini non ce ne sono più. I più piccoli trovano infatti accoglienza nelle case delle famiglie affidatarie. Per i più grandi, la scelta opportuna è quella della comunità alloggio dove il personale è formato e aggiornato per favorire l’esperienza della coabitazione da parte di ragazzini che hanno bisogno di un sostegno speciale. Si tratta di giovanissimi ospiti, tutti provenienti da fuori Usl, allontanati dalla famiglia di origine per motivi che spaziano dalle difficoltà economiche dei genitori a situazioni di deprivazione affettiva da parte di chi esercita la potestà genitoriale. La cooperativa Portaperta è disponibile a nuovi progetti rispetto ai quali ha avviato contatti con la Regione e con gli organi di giustizia di Treviso. Già gestisce con buoni risultati la comunità residenziale di via Montegrappa e il diurno Parapiglia che offre un supporto scolastico e clinico-educativo a ragazzini con disturbi dell’apprendimento provenienti da famiglie problematiche. Adesso si è candidata per la gestione di una struttura dedicata al penale minorile. L’unico centro per i minori che hanno commesso dei reati tali da richiedere un intervento correzionale è quello di Treviso. Ma anche qui la struttura è sovraffollata, con pregiudizio per il riscatto dei giovani. «L’orientamento di Stato e Regione è quello di strutturare delle alternative per il bene dei minori, con un occhio anche alle economie di scala considerato il costo procapite di ogni singola giornata di detenzione», spiega Marco Slongo, presidente di Portaperta. «Noi abbiamo visitato una comunità a Melegnano, nell’hinterland milanese, dove i ragazzi hanno la possibilità di imparare un mestiere attraverso laboratori dedicati. Ed è quello che vorremmo fare noi, mettendo in campo forze e risorse, partendo dal presupposto che il penale minorile è purtroppo un fenomeno in crescita. Ci sarebbe bisogno di una struttura dove poter istruire gli adolescenti problematici e coinvolgerli in progetti formativi che diano loro una motivazione e una maggior consapevolezza delle proprie potenzialità. In gennaio avremo un altro incontro con Treviso. Resta inteso che abbiamo già proposto la cooperativa, per il prossimo anno, come soggetto qualificato per la messa in pratica della soluzione alternativa al “correzionale” minorile». ©RIPRODUZIONE RISERVATA