Uomini e aziende cinquanta storie raccolte in un libro

Il libro "Storie di uomini e imprese che fanno vivere la montagna" (238 pagine, 10 euro) si può acquistare online sui siti: www.stefanovietina.it ; www.arcosrl.info ; www.dolomitichannelsuyoutube.it . Inoltre nelle principali edicole del Comelico e del Cadore (da Auronzo a Padola) ed anche alla libreria Campedel di Piazza Martiri a Belluno. Inoltre è nella Libreria Tarantola, sempre a Belluno, nelle librerie Progetto di Padova e nelle librerie di Cortina e di San Vito. Il volume si avvale di una presentazione di Omar Monestier, direttore del "Corriere delle Alpi", e della prefazione di Gianpiero Dalla Zuanna, preside di Scienze Statistiche a Padova, e raccoglie un anno di articoli apparsi sul "Corriere delle Alpi". Vietina, 52 anni, toscano di Lucca, vive e lavora tra Padova e il Comelico, occupandosi di comunicazione. Ha dato vita tra l'altro a un canale di video su You Tube, una pagina su Facebook, e un sito web dedicato alle Dolomiti. di Francesco Jori wBELLUNO C'è l'imprenditore di successo come Franz Senfter, che è riuscito a far impazzire i cinesi per i salumi, alimentando una tradizione di famiglia che risale a metà Ottocento, ma che spazia anche sul turismo, sulla finanza, sulle energie alternative. E c'è chi mantiene viva una professione antica ma tuttora basilare come lo spazzacamino, partendo da una scintilla del tutto fortuita: fu sua mamma a portare inconsapevolmente Daniele David a quell'approdo, chiedendogli di dare un'occhiata al camino di casa. E' a tutto tondo, e da un estremo all'altro, la galleria di personaggi che Stefano Vietina ha riversato nel suo "Storie di uomini e imprese che fanno vivere la montagna", riprendendo la carrellata di articoli lunga un anno apparsi sul "Corriere delle Alpi" per accompagnare il lettore a una doverosa riscoperta dell'economia del Comelico, del Cadore e dintorni. Doverosa sì, perché questa è "la montagna dove non nevica firmato", per ricorrere alla felice immagine brevettata da Mauro Corona; e dove chi sceglie di rimanere a produrre, a darsi da fare, a vivere, deve affrontare un sesto grado quotidiano impastato di fatica, di tenacia, di indiscutibile coraggio. Vietina ha una lunga consuetudine nel giornalismo, anzi nella comunicazione che è molto di più. E il suo libro riesce appunto a comunicare che resistere in montagna non solo si può, ma dà pure chance di successo tali da garantire una visibilità anche lontano, in pianura. Come nel caso di Stefano Giacomelli, general manager di Sinteco, e dei suoi collaboratori: una realtà che si è imposta come eccellenza mondiale nella realizzazione di impianti robotizzati, tagliati sulle esigenze del singolo cliente proprio come si fa con un abito di classe. O come Ennio De Rigo, titolare della classica impresa di famiglia, che produce occhiali dal 1978, e che piazza la sua produzione per l'85 per cento all'estero, in oltre 80 Paesi, facendo leva sul pregio e il prestigio del design italiano. Il libro di Vietina è dunque qualcosa più di una panoramica su una montagna alternativa a quella della domenica e delle feste: è la testimonianza che anche in un contesto difficile e duro come quello della montagna è possibile emergere e affermarsi. Tanto più stimolante, questo apporto, in quanto applicato al Bellunese, area considerata troppo a lungo marginale da chi, a partire dalla politica, avrebbe dovuto e potuto sostenerla con ben altre attenzioni ed energie. Vero è, come sottolinea il direttore del "Corriere delle Alpi" Omar Monestier nella sua prefazione, che "ai bellunesi è mancata spesso la voglia di raccontarsi"; e in tal senso il contributo di Vietina va a colmare un'assenza che alla lunga finirebbe per risultare perfino nociva. Ma è altrettanto vero che c'era bisogno di uno stimolo esterno (fino a un certo punto, considerando il legame familiare dell'autore con il Comelico) per far capire e sapere che "anche nei paesi del Comelico e del Centro Cadore c'è gente che si dà da fare", come sottolinea nella sua prefazione Gianpiero Dalla Zuanna, preside di Statistica all'università di Padova. Le vicende proposte da Vietina sono 45, segno che i casi significativi sono tutt'altro che fenomeni sporadici; ma neppure questi esauriscono la varietà, la pluralità, la ricchezza delle esperienze di chi dimostra che vivere in montagna, e non solo sopravvivere, è una possibilità reale, alla portata di chi ami insieme la sua terra e la fatica, com'è d'altra parte nel dna dei bellunesi. Ci sono settori destinati a un rilevante sviluppo, a partire dal turismo; e ce ne sono altri di nicchia ma non meno promettenti, tipo quella che Isabella Chieregato si è ritagliata lavorando con il legno antico, grazie al quale esporta pavimenti perfino nella remota Baku, capitale dell'Azerbaijan. Certo, non sono più i tempi in cui una guida alpina, portando sul Civetta un belga o un inglese, con il lavoro di una giornata poteva comprarsi una mucca, che all'epoca valeva un patrimonio, come ricorda nel libro Lio De Nes, presidente delle 110 guide del Veneto. Ma anche nel mondo piallato dalla globalizzazione, stare lassù in montagna consente di vedere il "mondo grande", come spiegava Mario Rigoni Stern; e dunque di pensare in grande. Cosa impossibile dalla pianura…