Senfter e la Val Comelico "matrimonio" nel 2014

di Laura Bergamin wDOSOLEDO «Se tutto andrà per il verso giusto, nel 2014 saremo pronti per l'investimento»,ha assicurato Franz Senfter al numeroso pubblico presente al museo Algudnei di Dosoledo, dove l'imprenditore altoatesino, presidente della "Dolomiti di Sesto spa", ha risposto alle domande del giornalista Stefano Vietina. Padola dunque presto dovrebbe diventare la porta sud di accesso ad un comprensorio che, oltre all'Alta Pusteria, potrebbe un giorno arrivare sino in Austria. Un Senfter che ha parlato a ruota libera, partendo dalle sue prime esperienze come presidente degli impianti di Sesto e fino a raccontare come è nata la decisione di investire negli impianti sciistici della Val Comelico. «Inizialmente, quando Rinaldo Tonon mi interpellò, non ero interessato a questo versante; poi, complice anche il fatto che i contatti con Sillian, che vanno avanti da decenni, sembravano non potersi concretizzare, mi sono convinto delle potenzialità di quest'area e delle possibilità di allargarsi verso sud». Senfter ha confidato che in realtà queste zone non le conosceva e che solo dopo essere venuto insieme alla moglie a sciare sulla pista di Padola ha capito al volo che era un investimento plausibile. L'imprenditore ha anche invitato la popolazione comelicese a credere in questo sviluppo, altrimenti il rischio concreto è che la struttura sciistica rimanga una cattedrale nel deserto. «Lo scorso inverno, grazie al collegamento con gli autobus, siamo stati abbastanza soddisfatti, anche se non è arrivata la massa. Non altrettanto d'estate. Se vorremo avere qualche riscontro economico nella prossima stagione estiva dovremo proporre nuovi sentieri e passeggiate ben segnalati, nonché cambiare l'attuale legge regionale veneta che impedisce la discesa delle mtb lungo le piste da sci». «Un'occasione imperdibile per tutto il Comelico», ha sottolineato Mario Zandonella Necca, sindaco di Comelico Superiore oltre che presidente della Cm, «siamo fiduciosi per l'arrivo dei soldi del fondo Brancher, visto che il nostro progetto si sposa perfettamente con le finalità di azione di riequilibrio fra zone confinanti che adesso sotto il profilo economico sono sbilanciate». Senfter ha poi spiegato come un impianto da solo non possa sopravvivere, facendo l'esempio di quello dei Baranci a San Candido e di quelli della Croda rossa a Sesto. «L'unica soluzione è il collegamento fra più strutture». Riguardo all'impegno richiesto a Padola, Senfter chiarisce: «Non voglio parlare di urbanistica o politica, la mia è una proposta: abbiamo bisogno di posti letto. Ho girato i paesi del Comelico e ho visto che c'è cubatura in abbondanza da riqualificare e da rivalorizzare. Sarà uno sviluppo lento e dovrà essere gestito nel modo migliore. A mio avviso è stato già fatto un progetto importante per l'area di Valgrande. Vedremo se la struttura troverà un investitore». A fine serata, Vietina ha consegnato a Senfter una copia del suo nuovo libro "Storie di uomini e imprese che fanno vivere la montagna", che vede l'imprenditore tra i protagonisti.