Il museo di Costalissoio espone quaranta tele tra le 1500 prodotte in 50 anni

Cosa rappresenta un museo surrealista in un paesino a 1.249 metri di altezza come Costalissoio?
Una nicchia di originalità, quello che non ti aspetti proprio laddove la pietra, il legno, l'aria stessa hanno una loro ben precisa consistenza. Ed è proprio su questa leva della imprevedibilità che l'ideatore e curatore, Guido Buzzo, ha pensato di poggiare le fortune del Museo surrealista voluto dalla Regola di Costalissoio.
Il Museo è suddiviso in tre sezioni: quella dedicata alla 'Local Art", con dipinti sulla storia, le leggende ed i personaggi del paese; quella denominata 'Harmony Art", in cui si trovano le opere contraddistinte da un surrealismo più dolce e romantico; ed infine quella più forte, riservata alla 'Horror Art", in cui le tematiche filosofiche ed esistenziali vengono rappresentate con audacia.
«Ed è qui - sostiene Regianini - che si ritrova il mio vero stile, che insiste nell'indagine sull'esistenza, sul tema della morte e anche sull'orrido».
Il Museo ospita una quarantina tra le più significative delle oltre 1.500 tele realizzate dall'artista negli oltre 50 anni di attività. E rappresenta un luogo vivo, che di anno in anno si rinnova ed accoglie nuove opere, che vanno a sommarsi o a scalzare le precedenti, per lanciare un messaggio che si rivolge al mondo interiore delle persone, oltre che al loro gusto estetico.
Ma molte opere di Luigi Regianini si sono diffuse in tutto il Comelico, come ad esempio il famoso 'Giovanni Paolo II in visita a Costalta", inserito nell'edicola votiva costruita lungo il 'sentiero del Papa" a Costalta, nel ventennale della visita del Pontefice polacco e diventato meta di pellegrinaggio e di preghiera, nonché luogo di forte identificazione per i residenti.
Il museo di Costalissoio rimane aperto tutto agosto dalle 11 alle 12 e dalle 15 alle 18. (s.v.)