23 febbraio 2011 —
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sezione: Provincia
SANTO STEFANO. Stanno ristrutturando la nuova sede della latteria Genzianella di Padola; ma nel frattempo hanno creato reti intelligenti per la gestione, il controllo ed il sistema di esazione per lautostrada Mosca-Leningrado. E sono fornitori di colossi quali Vodafone, Fastweb, Eni, Enel. I quattro fratelli De Bettin sono partiti da Santo Stefano e di strada ne hanno fatta molta, ma senza mai dimenticare le loro radici. Ed è per questo che, ancora oggi, danno lavoro a quasi 200 addetti (la maggior parte ingegneri ed informatici); la loro DBA Progetti ha ancora sede legale in piazza Roma, e proprio a Santo Stefano hanno voluto allestire a dicembre la convention annuale.
«La nostra è una società indipendente di ingegneria, architettura e project management», spiega Raffaele, il presidente, classe 1963, «tutto è nato dallo studio di geometra avviato da papà Bortolo, dove i miei fratelli Francesco (1961), Stefano (1965), e Daniele (1976) ed io abbiamo sviluppato la passione per il costruire. Con Francesco ci siamo laureati in ingegneria a Udine, dove poi nel 1993 abbiamo aperto la prima sede fuori dal Comelico, la DBA servizi per lingegneria ».
Da allora una crescita esponenziale: dai 26.000 euro fatturati nel 1993 agli oltre 16 milioni nel 2010. Come è stato possibile?
«Quando ci siamo guardati intorno ed abbiamo visto che il Comelico sarebbe stato troppo stretto per noi quattro professionisti di famiglia, abbiamo cercato altri mercati, oltre a quello tipico dei servizi ingegneristici legati alledilizia, privata e pubblica. La prima commessa importante labbiamo avuta nel 1995 nel settore della telefonia mobile, con Omnitel (oggi diventata Vodafone, ndr), che allora rompeva il monopolio in un settore che è diventato strategico in tutto il paese. Quella esperienza maturata sul campo ci ha consentito poi di diventare fornitori anche di Telecom e successivamente di Fastweb».
Con che tipo di servizi?
«La progettazione e la direzione dei lavori per la costruzione delle stazioni radiobase necessarie ad implementare le reti dei gestori telefonici: in pratica dalla ricerca del sito fisico alla progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva; dallanalisi dellimpatto elettromagnetico alla presentazione ed ottenimento dei permessi; dalla direzione dei lavori al coordinamento della sicurezza, alla supervisione del sito stesso».
Si matura unesperienza, si acquisisce un know how e poi lo si utilizza su una rete sempre più ampia di clienti, quindi?
«Sì, ma non basta; bisogna poi cercare altre strade. Ed a noi è successo nel 2000, nellanno in cui ci siamo trasformati in Spa, quando abbiamo potuto applicare il nostro modus operandi anche alle reti di telefonia fissa ed a quelle degli impianti di benzina».
Ovvero?
«Le reti delle aree di servizio per la distribuzione di carburanti e servizi agli utenti stradali, note come oil e non oil. Le compagnie petrolifere hanno bisogno di servizi di ingegneria per aprire nuove piazzole ed ammodernare quelle esistenti. E così siamo diventati fornitori di impiantistica per Agip, Total, Erg, Api. Ed anche per Terna, la più grande rete italiana di distribuzione di energia elettrica. Da lì poi il passo verso le reti della distribuzione organizzata (centri commerciali) e del mondo bancario. Ad esempio per la BNL, che fa parte del gruppo francese BNP Paribas, dal 2007 abbiamo progettato e seguito la realizzazione di una novantina di filiali».
Intanto aumentano costantemente le dimensioni; e i prossimi passi?
«Il nostro obiettivo», spiega Raffaele De Bettin, «è quello ovviamente di crescere ancora, ma senza snaturare il nostro modo di essere, che punta molto sulla valorizzazione delle risorse umane, sulla tecnologia e sulla funzione sociale dellimpresa. E non ci dispiacerebbe esportare il know how, la cultura e lecletticità italiana sui mercati esteri».
E in Comelico?
«Continueremo ovviamente a lavorare, ma anche a dare supporto a tutte quelle manifestazioni sportive e culturali che stanno segnalando una ripresa di coscienza delle immense potenzialità del nostro territorio».
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Stefano Vietina