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ARCHIVIO il Corriere delle Alpi dal 2003

Senza Titolo


PROVINCIA
Ma non si dovevano
fare dei risparmi?

RISPARMIARE? Aspetteremo i saldi. Finalmente la Provincia ha nominato l’indispensabile vicepresidente, quota Pdl. E chi era quel partito che appena poche settimane fa dichiarò che non serviva aggiungere nuovi ruoli, perché aveva, testuali parole, “pensato di dare un importante segnale nell’ottica del risparmio, come esempio di coerenza nei confronti dei tanti sacrifici che tali enti stanno compiendo in questo periodo”? Chi era, insomma, il soggetto politico che aveva “stabilito di rinunciare a determinare un allargamento della giunta attuale”? E il cui coordinatore provinciale aveva, con argomentazione nazional-popolare (c’è la crisi) detto chiaro e tondo che “niente vice: per risparmiare”? Il Pdl, che domande. Ora che il vice ha firmato, sarà perché il momento economico è più roseo che mai e ci si può permettere spese pazze. I bellunesi ne saranno compiaciuti.
Angelo Levis capogruppo I.D.V. consiglio provinciale

NATALE
La più bella festa
dell’anno

NON RIESCO a spiegarmi il perché di questa festività tanto sentita da tutti!
 La Tv non parla d’altro che del Natale proponendo, per renderla più bella, panettoni, profumi, abbigliamento, cibi, apparecchiature elettroniche che vanno dai telefonini al PC, alla TV ed a altre diavolerie che senz’altro hanno il loro fascino ma mi sembra facciano rincitrullire la gente.
 Dovremmo essere tutti senza soldi, almeno per come va l’economia in questi anni: io vorrei sapere come fanno tutti questi ragazzi attaccati tutto il giorno al telefonino a trasmettere messaggi, sì, questi sms costeranno pure poco ma alla fine della giornata dico, un euro lo avranno pur speso, diventano circa trenta euro al mese!? E a proposito di telefonini mi è successo di fare dei viaggi in treno, immancabilmente c’è sempre qualcuno che mette mano al telefonino ed attacca una serie di telefonate che non finiscono più. Milano Padova una telefonata dietro l’altra. Mettono pure in imbarazzo chi occupa i posti vicini.
 Stavo uscendo dal seminato, volevo continuare a cercare, capire questa festa del Natale così tanto sentita.
 Essendo io credente va da sé che ascolto la messa la domenica e mi viene di guardare quanta gente ci sia, non parlo solo di Fonzaso ma anche di altre città come Torino, dove ho vissuto per molti anni. Mi guardo attorno e mi stupisco perché non vedo molta gente, la chiesa dovrebbe essere gremita in rapporto a come si festeggia il Natale. Ergo: ad un’altissima percentuale di persone del vero significato del Natale non gliene frega niente.
 Ma come per smentirmi le vetrine dei negozi sono sempre più accattivanti, tutto brilla sotto gli spot luminosi, le mille luci illuminano dal pezzo di proscitto ai flaconi di “parfum pour homme” o “parfum pour femme”..
 Che bello è il Natale, specialmente sulla neve di Cortina, Courmayeur ecc. gli sciatori che indossano tute da sci tecnologiche, bellissime. Striscioni con scritto “Buon Natale” sulle baite e sui ristoranti. E poi tutti i canali TV hanno i loro cuochi di grido, famosi, che ti insegnano come si fa una “cena di Natale”.
 Alla fine magari trovi una trasmissione che parla del vero Natale, molti giovani con ogni probabilità si chiedono come può essere che un bambino sia nato in uno stato di povertà tanto assurdo e poi, sembra non sia un bambino qualunque ma...ma siamo matti? Che storia è mai questa? Rovinare una così bella festa con una storia tutto sommato vecchia più di duemila anni e pure triste!
 Auguri a tutti di Buon Natale e felice anno nuovo.
LuciStefan FONZASO

LA PROPOSTA
Auronzo investa
nella salute pubblica

DAL BILANCIO di previsione 2010 del Comune di Auronzo leggo un investimento di euro 882.000 alla voce 09 tutela ambientale del territorio. Certo, il territorio del Comune di Auronzo è immenso e bellissimo. 220 kmq. di bosco rappresentano un bel polmone di ossigeno a tutela degli inevitabili inquinanti dovuti all’attività industriale dell’uomo. Quindi un patrimonio di verde da conservare. Ma è opportuno ricordare che, nelle zone industrial - artigianali di Reane/Paese e per tutti gli anni sessanta, settanta e ottanta avanzati esisteva l’industria galvanica, la meccanica pesante, lavorazioni di fibra di vetro, attività tutte o quasi legate all’industria dell’occhiale. Queste attività altamente nocive per la salute dell’uomo hanno prodotto scorie, rifiuti speciali, inquinamento, abbandonati nell’ambiente circostante. Esiste ancora oggi qualche traccia inquinante o la natura ha ammortizzato tutto? Ma a quale prezzo? Poco oltre Giralba, alle miniere dell’argentario ben poco sappiamo delle tecniche di estrazione del metallo, degli inquinanti che allora si potevano legalmente utilizzare, dell’abbandono sul posto dei rifiuti da lavorazione. Il torrente Ansiei era un ottimo e naturale depuratore.
 E il radon? Questo gas naturale prodotto dal sottosuolo che dovrebbe essere ben controllato nelle abitazioni di piano terra, come e in che misura è presente in paese? Ricordo che in Pusteria si accetta a livello 200 bq per metro cubo e ci sono obblighi di mappatura, mentre in Italia con d.l. 25/5/2000 n. 241 il rischio parte da 500 bq. Perché tanta differenza?
 La relazione del sindaco, completa, dettagliata, lungimirante per tanti capitoli di spesa, nulla dice sul settore ecologico per quanto riguarda un’ipotesi di controllo dei livelli di inquinamento d’acqua, d’aria e di terra che ci sono pervenuti in eredità dalle passate generazioni.
 Non credo sia impresa titanica, burocratica e di alto costo appaltare ad Arpav/Belluno uno studio che tranquillizzi gli auronzani sull’aria che respirano, l’acqua che bevono nei vari ruscelli di montagna, i prati e boschi che calpestano. Ricordiamo che il paese si sviluppa su un corridoio di otto chilometri chiuso da monti lungo le sue due parallele. Può essere che l’inquinamento prodotto a Villapiccola ristagni fino a Reane, mancando di correnti ascensionali verticali in grado di spazzare via gli stessi agenti inquinanti. Allora, è importante il lavoro. E’ importante il turismo. E’ importante lo sviluppo urbanistico. Sulla cultura non si deve tagliare. Il welfare deve essere sostenuto in tutte le sue forme di aggregazione. Però è altrettanto importante che la tutela ambientale e conseguente salute pubblica degli auronzani abbiano un loro capitolo di spesa e investimenti. La citata funzione 09 prevede 882.000 euro di spesa. Destiniamo l’1% per i prossimi tre anni a verificare il livello d’inquinamento di Auronzo.
 Credo che per l’amministrazione non ci sia miglior biglietto di presentazione per le prossime elezioni.
Oscar de Gaspari

I COSTI
Per il Referendum
un milione di sprechi

LA DEMOCRAZIA ha un costo ed è giusto che la collettività se ne faccia carico. Ma, in un momento un cui il Presidente della Provincia di Belluno si reca dal Prefetto, espressione del centralismo romano, per denunciare i tagli che i Governi Leghisti di Roma e Venezia fanno ricadere sul nostro territorio, è saggio spendere un milione di euro(dati stimati dalla stampa) per il referendum provinciale?
 Tutti sanno che il Referendum in cui si chiederà ai cittadini bellunesi se vogliono che la nostra provincia venga annessa al Trentino Adige non avrà nessuna possibilità, anche con un risultato plebiscitario del 100%, di trovare una soluzione istituzionale. E allora non sarebbe più saggio utilizzare queste risorse per aiutare le famiglie in difficoltà, per sostenere le nostre aziende, per sostenere i nostri comuni. Certo, molti amministratori hanno aderito al referendum, ma loro stessi sanno che è una chimera simile alla pur ragionevole proposta del 20% dell’Irpef ai comuni che molti di noi hanno sostenuto un paio di anni fa. Perché sprecare un milione di euro? E’ più utile fare azioni per ribadire quanto era stato stabilito dagli Stati Generali della nostra Provincia, avere riconosciuti i nostri diritti nello Statuto Regionale e fare in modo che tutte le scelte, le leggi, i regolamenti Regionali e Statali, vengano declinate in base ai bisogni della Provincia di Belluno, unica provincia veneta interamente montana.
 E’ questo forse un atteggiamento, moderato e meno eclatante, che da poca visibilità mediatica e difficile in quanto necessita di una continua mediazione, di un continuo compromesso con gli altri rappresentati dello Stato e della Regione, ma è l’unico possibile.
 Pur rispettando i numerosi cittadini che hanno sottoscritto il quesito referendario, a mio avviso serve una maggior responsabilità soprattutto da parte della classe politica, evitando la facile propaganda, non giocando sulle trame di palazzo dei vari partiti, utilizzare le poche risorse disponibili per affrontare i problemi dei cittadini e non per finanziare chimere irrealizzabili e le fortune politiche di qualche politico nostrano.