18 dicembre 2010 —
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Cronaca
BELLUNO. Sono pronti a promuovere una mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Provincia.
Venti di battaglia spirano dal fronte del Partito democratico. «Bottacin non sta realizzando niente di quello che era stato promesso in campagna elettorale», laffondo. Non solo: «Sta sparando una cavolata al giorno», ha detto Sergio Reolon, «ma questo purtroppo non leva il medico di torno. Aggrava solo la situazione».
I riferimenti di attualità non mancano, a partire dalla proposta lanciata sul giornale di ieri, quella di destinare parte del fondo Brancher anche allente Provincia: «Quel fondo è studiato per le aree di confine. Così facendo Bottacin alimenta una guerra fra poveri», afferma il capogruppo del Pd Crosato.
Ci sono poi i problemi al bilancio, emersi in tutta la loro drammaticità con lincontro tra Bottacin e il Prefetto di Belluno. «Belluno è una delle province più bersagliate in Italia ma è anche vero che la Lega è al governo a Belluno, Venezia e Roma. Insomma», dicono Crosato e i suoi, «non ci sono alibi».
Concetto ribadito anche da Claudia Bettiol, preoccupata soprattutto per i tagli alla cultura: «La Provincia si è tirata fuori dalla Fondazione univesrità con una mossa inaspettata e miope». E non manca una bordata allassessore allistruzione Stefano De Gan, che nei giorni scorsi ha rivelato linteresse di alcune università spagnole per Feltre: «E una cosa che mi fa sorridere. Pensa, per caso, alle scuole di flamenco?».
Ma, a sentire i consiglieri del Pd, cè poco da ridere, come sottolinea anche Mirko Costa: «Gli assessori sono assenti, non sono vicini al territorio». Irma Visalli, dal canto suo, porta lesempio della recente fiera dei siti Unesco ad Assisi che tanti malumori aveva creato tra gli albergatori e gli operatori turistici della provincia, che non erano stati informati dellevento: «Si è persa una occasione continuando a negare levidenza».
Ritornando ai tagli Bettiol dice che lesecutivo Bottacin sta mettendo in dubbio servizi e attività fondamentali, come lUnico studenti: «Se davvero fosse così, a rimanerne colpite sarebbero le fasce più deboli della popolazione. In questo momento di crisi non ce lo possiamo permettere».
Per questo, proprio Bettiol, è la prima a sottolineare come «ci siano gli estremi per una mozione di sfiducia a Bottacin»: «In campagna elettorale parlava di turismo e cultura, oggi scopriamo che non ci sono fondi né per un settore né per laltro».
Per Bettiol, Bottacin dovrebbe cominciare a parlare con Regione e Governo: «E evidente che non cè una reale comunicazione fra i livelli locali e quelli regionali e nazionali».
Crosato evidenzia come i tagli a Belluno siano superiori a quelli delle altre province: «A Roma e Milano sono state tagliate poche centinaia di migliaia di euro, a Belluno oltre cinque milioni. Questa è la specificità alla rovescia». Laffondo finale è di Reolon: «Gli operatori turistici e gli agricoltori sono preoccupati. Sono i primi a dire che questa giunta sta facendo danni».
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Cristian Arboit