Calliari: «Sui meleti troppe falsità»


CESIOMAGGIORE.Stanno cogliendo la prima mela. Ma per molti la poesia della nota canzone di Branduardi non c'è. Continuano le polemiche attorno al meleto di Calliol, dove in queste settimane è cominciata la prima raccolta. «Troppe strumentalizzazioni», afferma Gabriele Calliari.
Una cosa è certa: il meleto della discordia ha messo una davanti all'altra due diverse concezioni di intendere lo sviluppo del territorio. Un confronto che però per Gabriele Calliari, presidente della società La Feltrina, è stato costellato di colpi bassi. «Le preoccupazioni quando non si conosce qualcosa sono legittime, ma qualcuno ha agito in mala fede, strumentalizzando la vicenda», dice. «Penso sia ora di dirlo. Molte delle voci messe in giro sono false».
La difesa.«Abbiamo seguito alla lettera le regole dell'amministrazione comunale oltre alle normative di settore. Per farlo la società ha investito parecchi soldi. Posso dire che siamo una coltivazione all'avanguardia», afferma Calliari. «Sono pronto a mettere a disposizione i registri della nostra azienda. Qui non c'è davvero nulla da nascondere».
E gli spruzzi?Calliari entra anche nel merito di alcune delle accuse più frequenti. Su tutte, quella di 'spruzzare" di notte. «I trattamenti vengono fatti nelle ore notturne perché sono 'fotolabili". Questo significa che c'è bisogno del buio. Di certo non vogliamo fare le cose di nascosto».
Altro capitolo, più recente, l'aumento di coccinelle e larve nei terreni intorno: «E' un segnale di vivacità. Si è continuato a dire che stiamo uccidendo il territorio, mentre la presenza di questi animali dimostra l'esatto contrario».
«Volevo lasciare».«In questi anni siamo stati dipinti come dei delinquenti», prosegue l'imprenditore, presidente - tra l'altro - della Coldiretti trentina. «Per questo abbiamo attraversato momenti difficili. Io personalmente ero arrivato al punto di volermi ritirare. Ho passato diverse notti in bianco. Poi invece siamo andati avanti. Non abbiamo mai fatto male a nessuno e il nostro meleto rappresenta una ricchezza per il territorio».
Cogli la prima mela...Oggi, dopo un anno e mezzo dalla prima piantina, è iniziata la raccolta. «Sono belle mele, di ottima qualità», dice Calliari, che però non si sbilancia sulla loro quantità: «Lo si vedrà a fine raccolto. E' un anno di verifica».
Lavoro per nove.In queste settimane il meleto di Caliol occupa nove dipendenti: «Tranne due, gli altri sono tutti del posto. Non solo. A breve assumeremo in via stabile un ragazzo feltrino che ha appena terminato la scuola agraria», conclude il presidente della 'Feltrina", che per i prossimi anni non esclude l'aumento di manodopera stagionale: «Ci saranno più mele da raccogliere».

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Cristian Arboit