Alle star piace partorire senza medici

ROMA.Sono tante le vip, italiane e d'oltreoceano, che hanno scelto il parto in casa: le cantanti Giorgia e Anna Oxa, le mogli di Raoul Bova e Claudio Bisio, le attrici Demi Moore e Meryl Streep, le top model Gisele Bundchen e Elle McPherson. Ed anche loro avranno seguito alcuni preziosi consigli.
La stanza del parto.Nel momento fatidico in casa non possono mancare: la vasca per il parto, acquistabile nei centri per la nascita naturale o su internet; asciugamani morbidi e riscaldati, la palla di gomma per il parto; un paio di vecchie lenzuola o un telo di plastica da stendere dove si partorisce; un cuscino gonfiabile per la vasca.
Il ruolo del partner.Nel parto in casa anche i papà diventano essenziali riscaldando l'acqua per la vasca, sostenendo la compagna con baci, carezze o con uno sguardo, tagliando il cordone ombelicare quando il piccolo viene alla luce; preparando un pasto caldo per tutti alla fine.
Preparare il corpo.Per regolarizzare le contrazioni e calmare un po' i dolori ci sono rimedi naturali a base di erbe. Infusi di foglie di lampone presi nell'ultimo trimestre favoriscono un parto dolce e l'espulsione della placenta. Infusi di ortica, petali di rosa e melissa, bevuti nell'ultima settimana di gravidanza tonificano e prevengono emorragie.
La "sicurezza" del nido.A parte una normale pulizia della casa, non è necessario sterilizzare il luogo del parto. Per proteggere il bambino è sufficiente che i germi con cui entra in contatto nelle prime due ore siano "germi amici", cioè già conosciuti e codificati attraverso gli anticorpi trasmessi dalla mamma per via placentare.
Per il bambino.Attrezzare la stanza con una vaschetta di plastica ovale per il primo bagnetto, un termometro, una copertina morbida, pannolini, vestitini e un paio di lenzuolini. Dopo la nascita, l'ostetrica controlla l'attacco del neonato al seno e l'emissione di feci e urina.
Il parere dell'esperto.Marsden Wagner, noto epidemiologo perinatale americano che ha lavorato per l'Organizzazione mondiale della sanità, sostiene che «portare la nascita in ospedale è un'enorme interferenza», perché «il parto avviene in un posto strano, tra persone che fanno cose strane». (a.d'a.)

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