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«Campeggio bloccato, manca l’impegno della ditta»

 FELTRE. «Abbiamo chiesto alla ditta un esplicito impegno a costruire e completare il campeggio di Tomo, ma non abbiamo ancora ottenuto una risposta». Il sindaco Vaccari spiega così il ritardo nell’iter per la costruzione della struttura ricettiva, ferma da un paio d’anni nonostante la disponibilità dell’imprenditore Domenico Scussel a investire un milione di euro.
 Era stato proprio Scussel, qualche giorno fa, a sottolineare la «scarsa disponibilità» dell’amministrazione nei confronti del progetto e a denunciare «il mancato accordo per l’acquisto delle volumetrie necessarie (5 mila metri cubi circa, ndr) a costruire il campeggio».
 Ma a sentire il sindaco sarebbero altri i problemi che bloccano il progetto. «La richiesta è datata 20 novembre del 2007», spiega Vaccari. «Gli uffici comunali, per permettere la costruzione del campeggio, hanno provveduto alla realizzazione di un piano degli interventi in adeguamento alle previsioni del Pat. Prima di sottoporre al consiglio comunale il piano, però, l’amministrazione ha chiesto alla ditta un esplicito impegno per la costruzione della struttura. Questo», aggiunge Vaccari, «è motivato da due ragioni: l’area interessata, non essendo di espansione, è attualmente priva di volume e pertanto lo deve acquisire attraverso il credito, la perequazione o l’acquisto. La seconda ragione consiste nel fatto che se la struttura non fosse realizzata nella sua integrità, perderebbe gran parte della sua valenza turistica, rischiando di configurarsi altresì come una pesante alterazione della zona verde».
 Vaccari ribadisce che «l’amministrazione è a disposizione della ditta per chiarimenti» e nega che esista un’urbanistica a due velocità, come sembrerebbe dal confronto fra l’iter del campeggio e quello dell’Altanon. Quest’ultimo, conclude il sindaco, «sorge su un’area di espansione, è già ora edificabile e non deve acquisire volumetrie, mentre per il campeggio servono nuovi volumi». Semmai la differenza può essere un’altra: alla Pontalpi nessuno ha chiesto l’impegno di costruire tutto il complesso edilizio dell’Altanon, che infatti rischia di restare “monco”, con la sola parte commerciale completata, mentre all’imprenditore che punta a costruire il campeggio viene chiesto l’impegno a realizzare per intero la struttura.