Mister Lovat, genio della talpa: impero nelle perforazioni

Se per caso vi capitasse di finire in un cantiere che scava una galleria, magari quella della metropolitana di Torino, trovereste si minatori, magari extracomunitari, a poco più di 1000 euro al mese, ma niente picconi, sporcizia e claustrofobia. Oggi il lavoro lo fa la talpa, una macchina prodigiosa, del valore tra i 3 ed i 12 milioni di euro, che, scortata da pochi uomini e spinta dai martinetti, tritura i massi, aspira i detriti ed avanza puntellandosi sul muro appena creato con sezioni ad anello.
Un genio dev'essere chi ha inventato questo spingere senza soste, verrebbe da dire. Si, e quest'uomo è un bellunese, Riccardo Lovat, nato a Libano di Sedico nel 1928 e ora a capo di una grande azienda canadese, la Lovat Inc., leader nella produzione di queste macchine prodigiose. Aveva 42 anni il padre di Riccardo, minatore, quando mori di silicosi, lasciandolo orfano a tre anni.
«Fu in quel momento - ricorda oggi Riccardo - che maturai un odio profondo per le miniere. Quell'odio mi ha portato a inventare una macchina capace di rendere sicuro il lavoro sottoterra. Quella macchina esiste da quasi 40 anni, e se vogliamo essere romantici possiamo dire che è un atto d'amore per mio padre e quanti hanno lasciato la vita nelle miniere e la dimostrazione che si può fare business senza compromettere la pelle degli altri».
Oggi Lovat ha 82 anni e basta consultare il sito www.lovat.com per rendersi conto dell'impero creato nel settore delle perforazioni sotterranee per tunnel delle metropolitane, acquedotti, delle strade, miniere. «In questo modo si possono scavare anche 500 metri di galleria la settimana, come dire cento metri al giorno contro i non più di 10 metri al giorno dei sistemi tradizionali, ma soprattutto con tanta sicurezza in più. In quasi quarant'anni non abbiamo mai avuto un incidente mortale. Quindi, sicurezza e bassi costi di gestione, a cominciare da quelli per l'assicurazione». L'invenzione di Riccardo ha trovato posto nell'edizione del 1982 del Guinnes Book of World Records ed appare non tanto il frutto di un'idea geniale, quanto il risultato di anni di studio con il chiodo fisso della sicurezza sottoterra o, meglio, dell'odio per la miniera. Il nostro si è diplomato all'Istituto per Elettromeccanici di Belluno, poi è andato a lavorare in Svizzera, ma l'esperienza non gli piacque molto: si sentiva solo un gastarbeiter, un lavoratore straniero che doveva solo obbedire al caposquadra. Cosi, saputo che in Canada c'era spazio per gente intraprendente, si decise ad attraversare l'oceano: era il 1951. Si fermò per un po' a Toronto, poi andò a Windsor ed infine a Montreal, dove conobbe Lucille, che sarebbe divenuta sua moglie e da cui avrebbe avuto tre figli. Tornato a Toronto per lavorare con l'impresa edile Sam Cosentino, ne divenne socio e si dedicò al progetto di una macchina capace di creare gallerie sotterranee a bassi costi e ad alti indici di sicurezza. Tutti elementi che trasferi poi nell'azienda, la Lovat appunto, subito dopo da lui creata.
Fino a qualche anno fa era un'azienda metalmeccanica e al contempo edile, ovvero costruiva macchine e le metteva anche in opera. Oggi è solo un'azienda che costruisce e vende le 'talpe". Ha sede e stabilimenti a Toronto, con 300 dipendenti e uffici vendita a Londra, Singapore e Sydney. In circa 40 anni ha venduto macchine o ha realizzato direttamente grandi opere in tutto il mondo, come l'acquedotto di Londra o la metropolitana di Madrid.
La sua più grande soddisfazione? «Nella mia famiglia ci sono state tre generazioni di minatori: lo erano il mio bisnonno, mio nonno e mio padre. L'angoscia che prendeva le donne dei minatori ogni volta che loro uscivano di casa era consuetudine a casa mia. Ricordo mia madre che mi diceva: se non vuoi che tua moglie diventi vedova nel giro di tre mesi, non andare a lavorare in miniera. La 'talpa" ha risolto questi problemi, e se si pensa che chi la manovra se ne sta seduto comodamente in una cabina senza respirare polvere micidiale, si capirà i passi avanti che sono stati fatti».
Riccardo è insignito dell'Ordine del Canada, ha attestati di benemerenza di mezzo mondo ed anche l'Italia ha voluto nominarlo Cavaliere ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica. Ma la sua carriera è lungi dal finire: è notizia di pochi giorni fa che la Lovat amplierà la sua produzione con un secondo stabilimento di quasi 100.000 metri quadrati. Per chi volesse ammirare questi mostri-gioielli partoriti da un bellunese testardo e geniale l'appuntamento è a Bauma 2010, il 29º grande salone delle macchine per costruzioni che si terrà a Monaco dal 19 al 25 aprile.

Walter Musizza e Giovanni De Donà