Confindustria allo scontro finale

BELLUNO.I probiviri di Confindustria nazionale ascolteranno a Milano il 2 marzo prossimo le ragioni dei dissidenti dell'Associazione bellunese, quelli che da mesi fanno la guerra a Valentino Vascellari, accusandolo di aver violato il codice etico di Confindustria Dolomiti. E nella stessa occasione ascolteranno anche il presidente Vascellari.
Chi magari avesse pensato di non presentarsi all'incontro, deve fare i conti con una lettera molto dura, inviata dagli stessi probiviri nazionali, in cui si ricordano doveri e diritti di tutti.
Il 2 marzo si metterà la parola fine alla questione Vascellari, una guerra interna che sta spaccando Confindustria? Sarà molto difficile, considerato che ci sono pendenti sia cause penali e che cause civili. Lo stesso Vascellari sembra aver presentato appello nei giorni scorsi contro la sentenza del giudice che gli dava torto sulla richiesta di sequestro delle azioni En&En, la società da cui tutto è partito.
In questi giorni tra Belluno e Roma, tra la sede nazionale e quella locale di Confindustria, si sono intrecciate molte lettere.
Le ultime vicende prendono le mosse dopo l'incontro dei probiviri locali (Paolo Terribile presidente, Alfonso Secco e Luigi Pinto) con i probiviri nazionali, il 12 febbraio a Milano, un venerdì. Tre giorni dopo, il 15, arriva la risposta dei probiviri nazionali. Quelli bellunesi hanno dato torto a Vascellari. Nella loro relazione spiegano che le questioni di En&En non possono essere separate da Confindustria, che la presidenza di Vascellari in En&En è inconciliabile con quella di presidente di Assindustria (Vascellari è stato, nel frattempo, fatto fuori dal vertice della società), e che è meglio che l'attuale presidente si faccia da parte.
La relazione dei probiviri nazionali ha un tono diverso. Hanno preso in considerazioni le carte presentate dai probiviri bellunesi e, allo stato degli atti, non hanno trovato motivazioni valide per ritenere che Vascellari abbia violato il codice etico (danni agli associati e danni di immagine dell'Associazione industriali derivati dal suo comportamento). Concludono che Vascellari non ha l'obbligo di convocare il consiglio direttivo per discutere dell'argomento, come chiesto a più riprese dai dissidenti. Ma la situazione bellunese è così compromessa che i probiviri nelle loro linee di intervento, convocano a Milano un nuovo incontro, il 2 marzo, questa volta con i diretti interessati, gli 11 dissidenti e lo stesso Vascellari.
Tutto finito qui? Macchè. I dissidenti rispondono ai probiviri con una lettera che mandano anche al presidente di Confindustria, Marcegaglia.
Scrivono di essere perplessi: forse non sono riusciti a spiegare bene le loro ragioni, a far capire fino in fondo dove Vascellari ha sbagliato. Spiegano di rappresentare le sezioni più importanti e di maggior peso in Assindustria. Criticano la mancata convocazione del consiglio direttivo da parte di Vascellari. Una lettera alla quale i probiviri nazionali rispondono subito, molto piccati. Sottolineano di voler maggiori spiegazioni, più particolari sulle violazioni del codice etico. E invitano tutti, in modo pressante, a presentarsi a Milano il 2 marzo.
L'incontro di Milano si farà: questa volta a fianco dei dissidenti e di Vascellari scenderanno in campo anche gli avvocati. Lo scontro si sta facendo sempre più duro.

Marcella Corrà /