18 febbraio 2010 —
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sezione: Spettacolo
Un evento di notevole spessore culturale è promosso dalle parrocchie di Bolzano Bellunese e Tisoi, guidate da don Gemo Bianchi: la mostra Il Vangelo secondo Giotto. La Cappella degli Scrovegni, che sarà ospitata nella parrocchia di Bolzano Bellunese dal 6 al 28 marzo (aperta al pubblico dal martedì al sabato dalle 9 alle 12 e solo su prenotazione dalle 16 alle 19; la domenica dalle 11 alle 13 (e dalle 16 alle 19). Linaugurazione è fissata per sabato 6 marzo alle 11.
Sempre il 6 marzo, alle 16,30 nel teatro del centro diocesano Giovanni XXIII ci sarà la presentazione delliniziativa - proposta in contemporanea con le città di Faenza e Sondrio - con lintervento del curatore Roberto Filippetti.
Sette secoli fa, fra il 1303 e il 1305, Giotto, su commissione del banchiere padovano Enrico Scrovegni, affrescò la Cappella intitolata a Santa Maria della Carità. Questa piccola chiesa romanico-gotica, concepita per accogliere lui stesso e i suoi discendenti dopo la morte, è considerata un capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo e una delle massime espressioni dellarte occidentale. Gli affreschi, dopo un accurato restauro, sono ritornati allantico splendore, rivelando la bellezza e la genialità della pittura giottesca, che influenzò generazioni di artisti e mutò i canoni stilistici dellarte italiana ed europea.
Il ciclo pittorico della Cappella sviluppa tre temi principali, ciascuno in dodici episodi, disposti sulle pareti della navata: la vita di Gioacchino e Anna; la vita di Maria; la vita, morte e resurrezione di Gesù. Infine lo zoccolo con le personificazioni delle sette virtù e dei sette opposti vizi capitali che conducono rispettivamente al Paradiso e allInferno del grande Giudizio universale dipinto sulla controfacciata.
La mostra è una fedele riproduzione fotografica, in scala 1:4, delle pareti della Cappella degli Scrovegni dopo i restauri del 2002. Essa permette di cogliere la poesia iconica delle corrispondenze verticali e frontali, del simbolismo dei colori, dei numeri, delle prospettive architettoniche. Giotto, infatti, assieme a Dante, è allapice di una cultura in cui ogni particolare partecipa di un ordine che tutto abbraccia.
Filippetti, dal 1977 vive a Camponogara in provincia di Venezia e insegna nelle scuole superiori; è docente di lettere a Venezia e di iconologia e iconografia cristiana nellUniversità Europea di Roma. Da anni percorre lItalia per introdurre bambini, giovani e adulti allincontro con la grande arte. (rob)