martedì 09.02.2010 ore 20.21

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IL RICORDO Il mio dolore per la morte di don Domenico Cassol SENTO il dovere di esprimere pubblicamente tutto il mio dolore per la recente dipartita di Don Domenico Cassol, e di formulare ai familiari le mie più sentite condoglianze. Lo faccio ora, a una settimana dalla scomparsa, quando il risalto mediatico è cessato. Don Domenico era, prima di tutto una persona buona.  Ebbi modo di conoscerlo negli anni ’80 quando, agli inizi della mia carriera professionale, operavo in Feltrino.  Entrai subito in sintonia con lui, ci univa la passione per la natura, il territorio, i boschi. Ricordo le lunghe discussioni sulle piante forestali. Dimostrava una profonda conoscenza per la materia frutto di esperienza, spirito di osservazione e grande passione. In tempi più recenti si rivolgeva a me per chiedere aiuto, sempre con garbo e delicatezza, per sostenere iniziative, in ambito ambientale, di utilità sociale.  Potergli essere d’aiuto in qualche modo, mi dava grande piacere e, alla fine, riusciva a ricompensarmi facendomi sentire utile e importante per cause giuste. Concludeva i nostri incontri dicendo che chi ama le piante e la natura ama anche Dio. La sua mancanza lascia un grande vuoto. Rimane l’orgoglio di essergli stato amico, alla pari di tanti altri, per molti anni. Pierantonio Zanchetta Dirigente Servizio Forestale DA FELTRE Le primarie del Pd grande festa democratica IL CIRCOLO di Feltre - Seren del Grappa ringrazia tutti gli elettori per la straordinaria partecipazione del 25 Ottobre alle elezioni dei Segretari Nazionale e Regionale e delle relative ssemblee.  È stata una grande festa democratica, il voto si è svolto in modo sereno e ordinato, gli elettori hanno accettato con pazienza le lunghe file al seggio, convinti di partecipare ad un grande evento di democrazia, sia per scegliere il segretario, sia per dare testimonianza di mobilitazione contro il governo. La partecipazione a Feltre è stata di 735 votanti con un aumento significativo del 16% rispetto alle primarie dell’ottobre 2007 che sancirono la nascita del PD.  Il Circolo di Feltre - Seren del Grappa, nel cogliere il chiaro segnale di fiducia e di aspettativa da parte degli elettori, si sente impegnato a rafforzare la propria azione politica per creare una alternativa seria e credibile alle attuali forze di maggioranza a Feltre, nel Veneto, in Italia, ponendo al centro i bisogni reali dei cittadini. Dolores Bortolas Pd Feltre-Seren del Grappa L’EX SINDACO Per questi signori meno si fa meglio è LA DECISIONE annunciata dall’assessore Orzes di escludere la possibilità di commercializzare l’acqua minerale di Rio de Frari rappresenta una linea coerente con le strategia della attuale amministrazione De Menech. Dopo il «no» all’autostrada, lo stallo sul Centro Paludi (anche per le note incompatibilità del sindaco), le titubanze sul «piano casa», la scelta sull’acqua minerale appare scontata. Nel recente passato assieme al presidente della Comunità Gianni D’Incà avevamo avuto dei contatti con dei privati per iniziare a ragionare sul possibile utilizzo commerciale ed in sede di definizione del Pat la maggioranza di «Uniti per Ponte» aveva deciso di individuare un’area vicina all’autostrada nella previsione di una eventuale attività industriale commerciale adibita all’imbottigliamento dell’ acqua minerale. E’ evidente l’interesse della comunità di Ponte nelle Alpi per avere una nuova attività economica, il lavoro possibile per nostri concittadini, l’indotto indubbio che si creerebbe senza contare l’effetto immagine nei confronti di Ponte nelle Alpi. In sostanza una nuova Vena d’Oro. A questo poi bisogna aggiungere l’introito della concessione regionale e quindi il flusso costante, ogni litro d’acqua commercializzato, a beneficio delle casse comunali. Ma questi aspetti, ad Orzes e al capogruppo Collarin poco interessano. A loro non interessa che, con l’attuale situazione, riduzione costante dei trasferimenti e spaventosa flessione degli oneri di urbanizzazione, poche risorse entreranno nelle casse comunali. Anzi per questi signori meno si costruisce e meglio è. Meno si produce ricchezza e più trovano conforto e si beano nella loro teoria della Decrescita (In)felice. Poco importa a loro se il Comune sarà costretto ad aumentare le tariffe per i servizi sociali, per la scuola, per la mensa. Ancor meno venire incontro alle famiglie che busseranno alle porte del municipio. Io credo invece che il compito dell’amministratore locale sia non quello di fare sfoggio dei propri personali convincimenti, ma di cogliere tutte le occasioni possibili per migliorare le condizioni di vita dei propri cittadini. Deve dare risposte ai problemi fondamentale e tra questi il lavoro e la tutela delle categorie deboli rappresentano a mio avviso le scelte prioritarie. Leggendo le dichiarazioni degli esponenti di Insieme per Ponte mi viene in mente un vecchio detto dei nostri padri: «schei fa schei, miseria fa miseria». Poter utilizzare l’acqua minerale del Rio dei Frari è una grande opportunità per la nostra comunità. E’ una risorsa aggiuntiva particolarmente importante che potrà andare a beneficio non solo di che gestirà l’iniziativa (magari la PonteServizi), delle maestranze interessate ma soprattutto, attraverso il bilancio comunale, di tutti i cittadini di Ponte nelle Alpi. Fulvio De Pasqual Ex sindaco di Ponte nelle Alpi COSA NON VA Demonizzare il diverso solo per partito preso VORREI rispondere al signor Alberto Molin (reponsabile provinciale per il M.P.I.) in relazione alla sua lettera del 29 settembre, pubblicata da questo quotidiano. Tanto per dare informazioni a coloro che magari non avevano letto la mia del 27 settembre, diciamo che: avevo evidenziato (a mio vedere) un comportamento poco ortodosso della signora Daniela Santanchè, nell’essere andata in una moschea (luogo di culto) a protestare per l’uso del burqa. Però guarda caso poi è successo che una giornalista sia andata nei centri del Trevigiano, e tanto per “vedere che effetto che fa” si è camuffata con un burqa. E cosa è successo di strano? È successo che nessuno l’ha importunata, se non in quel di Azzano Decimo da pochi che si sono indignati. Vede signor Alberto probabilmente (e poi capirà perché) mi sarei indignato anche io.  Allora se a voi va bene che sia giusto andare in un luogo di “culto” a protestare, su questo io rimarrò sempre sul mio principio. E poi quanto ella signor Alberto ebbe a dire sulla mia italianità, e in che paese vivo le rispondo con precisione: “Io vivo in Italia (con la mia famiglia) e qui sono residente, per l’italianità (visto che sembrava appiccicarmi l’etichetta da tifoso dell’Islam) le dirò che anch’io ho fatto parte nel finire degli anni Cinquanta della categoria degli emigranti per qualche anno, e a proposito, mi sono detto poi: ma se ci trattavano da zingari (a volte) umiliandoci, e se un domani ci capitasse il “rovescio della medaglia” non sarà mica il caso di demonizzare il diverso solo per partito preso? Lo sa chi tifo io? In primis la mia famiglia, poi l’Italia e il “tricolore” sia nello sport, che nella vita quotidiana in generale. Luigi Palman PRECISAZIONE Si fa ancora confusione tra Consorzio e Bim spa E’ CON PROFONDO rammarico che abbiamo letto sulla stampa locale l’ennesimo attacco gratuito al Consorzio Bim Piave, questa volta da parte di Adiconsum, Federconsumatori e Adoc. Le associazioni dei consumatori se la prendono con il Consorzio del Comuni Bellunesi, chiedendosi se sia legittimo che i soldi messi nel fondo di solidarietà «vengano assegnati ad alcuni cittadini e non ad altri, con criteri che fanno parlare di dubbia costituzionalità».  Le argomentazioni portate a sostegno di questa posizione critica sono però viziate da un peccato d’origine, nel senso che queste associazioni confondono il Consorzio Bim Piave con la società Bim Gestione Servizi Pubblici. Il primo è un ente locale di secondo grado, come sono le Comunità Montane. E’ stato costituito in seguito a decreto prefettizio del 30 dicembre 1955, in esecuzione della legge (959/1953) che attribuisce ai Consorzi BIM la gestione e l’utilizzo unitario dei sovracanoni idroelettrici, pagati dai concessionari di derivazioni idroelettriche sulla base della potenza nominale degli impianti. Raggruppa 67 dei 69 Comuni della Provincia di Belluno e il suo obiettivo di fondo è lo sviluppo economico e sociale del territorio. Dunque, non ha nulla a che vedere con le bollette che i cittadini pagano per l’acqua o per il gas metano. Si occupa invece di questioni che non hanno nulla a che vedere con Gestione Servizi Pubblici spa, né con Bim Belluno Infrastrutture spa, vale a dire le società dei Comuni Bellunesi. Società, non enti pubblici, nate nel dicembre del 2002 dalla trasformazione e scissione dell’allora Consorzio Azienda BIM Piave di Belluno. A parte il nome (BIM) e l’origine, Consorzio e Società sono dunque soggetti diversi per natura e ambiti di azione.  E’ grave e preoccupante che associazioni che operano a difesa dei consumatori non sappiano distinguere tra un ente pubblico e una società, ignorando quali siano i rispettivi ambiti di azione e i rispettivi canali di finanziamento. E’ preoccupante perché invece di contribuire a fare chiarezza su storici strumenti di sviluppo del nostro territorio alimentano la confusione, presupposto di una continua e defatigante (forse par taluno molto produttiva!) contrapposizione. Il Consiglio Direttivo CONSORZIO BIM PIAVE AGENZIE DI VIAGGIO «Quelle» compagnie certo non tutte SUPPONGO, anzi ne sono quasi certo, che il mio intervento apparso su queste colonne nelle scorse settimane ed attinente ai raggiri di qualche agenzia di viaggi, abbia urtato la suscettibilità, provocando un travaso di bile, del presidente “Grizzly Viaggi”, Carlo Mezzomo. Lo si evince dal livore, dall’acrimonia, dai “passaggi” tutt’altro che edulcorati in cui ha replicato alle mie osservazioni, peraltro condivise dalla pressochè totalità dei lettori dell’area cadorina, pure essi incappati nelle “smagliature” di talune agenzie turistiche. Scrive Mezzomo, dopo un melenso pistolotto dove rimarca come non c’è da fidarsi di chi fa occhiali in Cina con il marchio Italia, “come forse non c’è da fidarsi nemmeno del signor Da Sacco che senza sentire l’altra parte si permette di irridere una intera categoria”. E qui, per non passare per grullo, è d’obbligo far chiarezza, mettendo i puntini sulle i. Ho alle spalle quarant’anni di giornalismo, modestamente sono certo del fatto mio, e di panzane non ne ho mai scritte. Se ho denunciato un qualcosa di stomachevole è perché le fonti in mio possesso non si prestavano al minimo dubbio. E che senso avrebbe avuto sentire l’altra campana al cospetto di una denuncia per truffa inoltrata ai carabinieri? Irridere una intera categoria? I furbi li trovi in ogni corporazione. Ma perché foderarsi gli occhi con il prosciutto? “Suona” sibillino come non si sia fatto cenno alla valanga di denunce pervenute, da tutta Italia, al Codacons (rilanciate dalla carta stampata e dalle reti radiotelevisive) sugli abbindolamenti perpetrati da diverse compagnie di viaggi. Suvvia, siamo un po’ realisti. Apprendiamo con sollievo “che le sue sei agenzie hanno sempre messo al primo posto l’amore e il rispetto per un impegno che dura ormai da circa 28 anni”. Questo gli fa onore. Nel “mare magnum” italiano, putroppo, di paradigmi di correttezza, di onestà professionale non sono un’infinità. Su questo non ci piove! Sul tema ha voluto dire la sua pure l’Ascom, tramite Claudio Capelli. Delle due, l’una io mi sono espresso con un maccheronico arabo (ma non credo) oppure taluni bisticciano con l’italiano. Nel mio intervento ho rimarcato testualmente «Sì, proprio “quelle” compagnie, turistiche che ti fanno vedere lucciole per lanterne...».  «Quelle» non tutte. La differenza non è da poco. Se qualcuno si identica in «quelle», si presume che abbia la coda di paglia. Di conseguenza il (gratuito) j’accuse sollevatomi (“non si spara nel mucchio”), lo rispedisco drasticamente al mittente.

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