ARCHIVIO il Corriere delle Alpi dal 2003

Inceneritore, Pra’ Gras insiste «Tanti motivi per dire di no»

 FONZASO. Sull’ipotesi inceneritore a Fonzaso, il comitato Prà Gras non vuole assolutamente tenere aperto alcuno spiraglio. Il suo è un «no» forte e deciso, motivato su «valide documentazioni medico scientifiche che parlano di aumento dell’incidenza dei tumori e delle malattie degenerative, di produzione massiccia delle famigerate nanopolveri e di casi eclatanti (come quello di Colleferro) dove in nome del profitto e del guadagno si è soprasseduto su cosa e come si brucia». Ragioni, queste, che accomunano le lotte e le azioni di una serie di associazioni dislocate nel bellunese, trevigiano e trentino.
 L’occasione per discuterne è un incontro in programma stasera a Pederobba alle 20.30, organizzato dal gruppo Arianova sul tema “Rifiuti: pagare meno si può” e focalizzato sulle alternative all’inceneritore, che vedrà gli interventi di Carla Polli del Centro riciclo di Vedelago, Stefano Triches (direttore Ponte Servizi) ed Ezio Orzes, assessore all’ambiente e all’energia del comune di Ponte nelle Alpi.
 I portavoce di Prà Gras ribadiscono un’inflessibile contrarietà al termovalorizzatore «che parte», sostiene, «anche dalla peculiarità della vallata bellunese, per cui l’inversione termica cattura con un effetto trappola molto inquinamento». Senza dimenticare che «la provincia non ha nemmeno rifiuti sufficienti per mantenere l’inceneritore e quindi bisognerebbe importarli».
 Le controproposte ci sono: «Una gestione sostenibile dei rifiuti deve ruotare attorno ad una minima produzione di immondizia e ad un efficiente sistema di raccolta e di smaltimento. Il problema va affrontato nel suo complesso e non partendo dallo smaltimento finale». Di conseguenza, «è necessario adottare misure preventive di riduzione dei rifiuti, unitamente all’impiego di metodi di raccolta che disincentivino la produzione del singolo utente applicando una tariffa rapportata all’effettivo conferimento».
 L’obiettivo del comitato è di allargare sia la partecipazione sia la conoscenza dei cittadini riguardo ad argomenti di interesse comune, trasmettendo a ciascuno la consapevolezza del proprio ruolo. Perché «l’informazione è fondamentale per capire a fondo le problematiche in modo da trovare soluzioni efficaci e condivise». (sco)