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Psicologa provinciale La Corte dei Conti chiede spiegazioni

 BELLUNO. La Corte dei Conti chiede spiegazioni sulla psicologa. L’incarico affidato dalla giunta provinciale guidata da Sergio Reolon ha fatto discutere e il centrodestra l’ha usato come argomento di campagna elettorale. Da qualche mese la consulenza di Fiorella Capasso è sotto osservazione anche da parte della Corte dei Conti, che ha inviato in Provincia due richieste di chiarimenti.
 A quanto pare l’organo di controllo si è mosso senza segnalazioni, semplicemente partendo dall’esame delle delibere e dei bilanci di Palazzo Piloni. Gli incarichi a consulenti esterni sono concessi agli enti locali, a patto di restare all’interno della severa normativa in materia. Di tutte le consulenze affidate nei cinque anni di presidenza Reolon, l’unica ad aver “incuriosito” la Corte dei Conti è quella relativa alla psicologa genovese, che ha prestato il proprio contributo professionale per l’intera durata dell’amministrazione di centrosinistra.
 La prima richiesta di spiegazioni da parte delle corte è dell’inverno scorso, ma la documentazione inviata dai dirigenti della Provincia (senza passare per la giunta) non è stata ritenuta sufficiente e così, a luglio, la corte ha chiesto un supplemento. Della memoria si è occupata Claudia Bettiol (ma c’è una memoria anche di Gino Sperandio), che oltre ad essere avvocato è stata anche vicepresidente della Provincia. Gli incarichi alla psicologa infatti sono stati affidati con decisioni di giunta e tutti gli assessori di Reolon sono chiamati a spiegare la loro posizione.
 In sostanza le controdeduzioni tendono a dimostrare che le normative sono state rispettate, che non vi è stato danno erariale e che la professionista è stata utile all’ente. Nella memoria si spiega che Fiorella Capasso è stata chiamata a Palazzo Piloni da Reolon per aiutare l’amministrazione provinciale a pensare alla riorganizzazione dell’ente e per aiutare a costruire un sistema di governo partecipato, come ad esempio il piano strategico. Inoltre la Capasso ha dato supporto nella comprensione dei fenomeni ambientali, verificando la coerenza delle azioni amministrative rispetto alle necessità.
 La professionista garantiva la propria presenza a Belluno una volta al mese, o ogni due settimane, più il lavoro fatto “a distanza”, con un compenso che nel 2008 è stato di 52 mila euro, 44 mila nel 2007, oltre 43 mila nel 2006 e cifre analoghe per gli anni precedenti. Ora la corte ha quattro mesi per decidere se archiviare o aprire una causa contro gli ex amministratori provinciali.