Cinque croci proteggeranno dall'alto i fedeli

SAN VITO.Da domenica 5 croci dall'alto delle vette delle Dolomiti proteggono i fedeli. Toccante la cerimonia di benedizione che si è svolta sul sagrato della pievanale. Molti i sanvitesi che hanno voluto presenziare al rito, tanti i rappresentanti delle associazioni di volontariato e di protezione civile, che indossando la loro divisa hanno regalato un'ulteriore solennità al rito di benedizione. "Le croci rappresentano una presenza fraterna, un invito all'amore che, consapevolmente o inconsciamente, è stato cercato salendo la montagna": così si è espresso don Riccardo Parissenti, il pievano di San Vito. Il Pelmo, l'Antelao, il Sorapis, il Marcora e il Cima Bel Prà ora hanno sulla sommità una croce benedetta alla quale i fedeli si potranno rivolgere, anche solo con lo sguardo sia di sconforto che di gioia. L'idea nasce dalla necessità di sostituire le croci esistenti usurate dagli anni e dalle intemperie. Dopo la benedizione un elicottero dell'Elifriulia ha portato le croci sui basamenti già predisposti sulle vette. Le vette ora hanno la loro croce di ferro alta 2 metri e 30. Tutti gli alpinisti che avranno la forza di raggiungerle potranno lasciare la propria firma o un commento sul libro di vetta che è posizionato ai piedi di ogni croce. L'iniziativa è stata del Cai sanvitese, del gruppo rocciatori dei Caprioli e del soccorso alpino; ma per raggiungere l'apprezzabile risultato hanno collaborato in modo concreto alcuni volontari e soprattutto un gruppo di amici di San Vendemiano, nella marca trevigiana, legati da fraterna amicizia ai rocciatori sanvitesi. (a.s.)