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Progetto per i malati di Alzheimer

 BELLUNO. Conoscere l’Alzheimer è il primo passo per poterlo affrontare. Soprattutto per le famiglie che si trovano ad assistere un malato di demenza. Per supportarle c’è il progetto Alzheimer, un servizio finanziato dalla Fondazione Cariverona, con la partecipazione dell’Uls 1 e dei comuni di Belluno e Ponte nelle Alpi, che si preoccupa di assistere e aiutare le famiglie che hanno in casa malati di demenza. I familiari del malato necessitano infatti di conoscere la malattia nelle sue diverse fasi, gestire l’aspetto farmacologico rapportandosi con lo specialista di riferimento e con il medico di base, capire come relazionarsi con il proprio familiare (che spesso soffre di disturbi del comportamento), essere informati sui servizi a disposizione sul territorio e, ultimo ma non meno importante, essere sostenuti e ascoltati nella fatica quotidiana che gestire una simile malattia comporta.
 Per rispondere a questi bisogni, il personale dell’Uls 1 e della Ser.S.A ha sviluppato un progetto che ha portato a creare una banca dati specifica per il problema della demenza, capace di raccogliere informazioni sui malati e le famiglie, e insieme di sviluppare segnali capaci di indicarne tempestivamente la fragilità. In questo modo quando una persona si rivolge al numero verde (800 001670), attivo dal 1 marzo, l’operatore può avere un quadro della situazione specifico e immediato. Al numero verde possono accedere i famigliari e i medici di famiglia. L’operatore che risponde fornisce informazioni e consigli, e se necessario, attiva un intervento a domicilio. L’utente potrà inoltre parlare con un team di professionisti esperti, costituito da un medico geriatra, uno psicologo, un’assistente sociale e due operatori di assistenza, coordinato da un geriatra ospedaliero, che offrono aiuto e supporto attraverso colloqui, consulenze, incontri di formazione individuali e di gruppo, interventi a domicilio o, nei casi più complessi, ricoveri d’emergenza nella casa di riposo Gaggia Lante.
 Il progetto prevede inoltre dei corsi di formazione rivolti a chi assiste persone affette da demenza, al fine di essere istruiti e formati ad utilizzare modalità di comunicazione semplificate con le quali mantenere il dialogo con il malato, attenuarne il disagio e in questo modo prevenire i disturbi comportamentali e migliorare la capacità di controllarli. Sei i corsi che sono stati portati a termine nei mesi scorsi, rivolti a circa 70 familiari di malati di demenza, più uno rivolto agli psicologi operanti nelle strutture residenziali per anziani presenti sul territorio. Nei prossimi mesi verranno organizzati dei corsi anche fuori comune (Agordo, Cadore o Alpago ad esempio).
Alessia Forzin

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