08 dicembre 2008 —
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sezione:
Cronaca
BELLUNO. Il caso di Escherichia Coli registrato nel Veronese alcuni mesi fa e di cui si è avuta notizia soltanto nei giorni scorsi, non spaventa i produttori di latte crudo bellunesi, che anzi passano al contrattacco aprendo altri distributori. E il caso di Orazio Da Rold, già titolare di ben tre impianti uno al Mega, uno a Salce e un altro a Trichiana e che presto ne inaugurerà altri quattro. Uno in centro a Belluno, uno a Ponte nelle Alpi e gli altri due nellhinterland del comune della Valbelluna «perchè più lontano creerebbe problemi di trasporto e di mantenimento della temperatura del latte sempre a 4 gradi», precisa Da Rold che in due mesi di attività complessivamente ha venduto 240 quintali di latte. «Io, in verità, avrei voluto aprire gli altri distributori entro la fine dellanno, ma poi per problemi tecnici sono stato costretto a rinviare».
E sulla vicenda veronese che ha visto schierarsi su posizioni diverse da un lato il sottosegretario alla salute Francesca Martini, che chiedeva la chiusura momentanea dei distributori di latte crudo, e dallaltro il ministro dellAgricoltura, Luca Zaia che invece si è detto a favore degli agricoltori, Da Rold commenta: «Questa vicenda mi convince poco. Intanto, bisogna capire e verificare se sia stato realmente il latte crudo a causare il problema alla bambina, poi capire perchè la notizia è uscita adesso, a mesi di distanza. Questo mi lascerebbe pensare che sia una manovra di chi si vede minacciato dal nuovo sistema di distribuzione del latte. Per quanto riguarda Belluno gli utenti possono stare tranquilli: il nostro latte è sottoposto a controlli molto stretti sia da parte di noi produttori che da parte dellUsl». Lo stesso dipartimento di igiene e salute pubblica conferma le parole del consigliere comunale Pdl. «Da noi non ci sono problemi», dice Gianbattista Benedetti, responsabile del servizio veterinario, «il latte dei distributori è tenuto sotto stretto controllo. Esami sono stati fatti anche per lEscherichia coli e sono risultati negativi. Se qualcuno si sente più sicuro, può comunque bollire il latte prima di berlo».
Lidea di distribuire il latte direttamente sembra avere trovato molto consenso tra i bellunesi. «La gente che lo compra fa una scelta di qualità più che di risparmio», continua Da Rold. «Molti poi sono attenti anche allambiente e hanno imparato a portarsi la bottiglia di vetro che si ricicla. Credo che questo latte sia il più controllato in assoluto e il più salubre, perchè oltre ad essere sottoposto alla fonte a una miriade di test, viene mantenuto costantemente a 4 gradi centigradi e poi va consumato entro la giornata. Quindi non cè tempo e modo perchè si formino degli elementi patogeni».