Da Forno eroica e argento a squadre


BELLUNO. Una Daniela Da Forno eroica. Pur soffrendo di sciatica, stringe i denti ed è fondamentale nell'argento a squadre che l'Italia si è portata a casa nella Ultramaratorna degli Etruschi, una 100km valida come Campionato del mondo e campionato europeo, disputata nel viterbese.
Per la mini-atleta cadorina, un risultato importante nelle condizioni in cui era (35ª tra le donne e 108ª assoluta in 9 ore e 03), anche se resta un pelo di amarezza.
«Da un mesetto mi è uscito questo problema alla sciatica - racconta Daniela - ma con la maglia azzurra addosso avevo una gran voglia di esserci. Sono partita bene, 3.23 nella maratona, 4.03 ai 50km e al 70 chilometro la proiezione era di poco sopra alle otto ore e quindi in una posizione assai buona. A quel punto mi sono bloccata. Sono intervenuti i massaggiatori azzurri, anche perchè di sette convocate, se ne erano già ritirate tre e una era stata esclusa. Quindi per portare l'Italia sul podio dovevo arrivare. Mi hanno rimesso in piedi, con tanta sofferenza e ho concluso la gara in 9.03 che non è malissimo, portandomi a casa un argento a squadre».
E' più la gioia per questo argento o la delusione per non aver potuto dare il meglio dopo mesi di sacrifici?
«Sono soddisfatta, quando ho tagliato il traguardo mi sembrava di aver vinto. Fosse stata una gara individuale mi sarei fermata e basta, ma la maglia azzurra ti fa fare sacrifici enormi e alla fine sono stracontenta cosi».
Ma quanti chilometri hai fatto quest'anno?
«Solo di gare circa 900. Senza contare tutti quelli di allenamento. Un'annata dura, ho corso tre maratone, sei mezze maratone, due ultra trail, una 50 e una 100km. Mi ero preparata bene a questo mondiale e alla fine la coscenza è a posto. Le gambe girano ancora bene, peccato per quel problema dell'ultimo periodo, ma purtroppo non ci si può far nulla».
Ora però un po' di riposo.
«Direi di si, dovrò curare bene questa sciatica e prepararmi per la prossima stagione, perchè la passione per queste gare non mi manca, le soddisfazioni personali sono impagabili. Vorrei far notare che le disicpline più dure, come le ultramaratone e la corsa in montagna sono quelle che hanno portato medaglie, perchè i maschi a Viterbo hanno vinto e poi come sempre nella corsa in montagna gli azzurri hanno fatto la consueta incetta di medaglie. Credo che meriteremmo maggior considerazione, anche se poi noi le soddisfazioni ce le portiamo dentro con la passione e l'abitudine allo sforzo che sono impagabili».

Roberto Ferigo