sabato 13.03.2010 ore 21.58

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Tutti i segreti del moderno galateo

Sapevate che nell’ambiente di lavoro ci si presenta con il titolo di studio posseduto e la qualifica ricoperta, mentre in ambiente mondano i titoli e le qualifiche non si usano?  Se organizzate una cena a casa vostra, nella disposizione dei posti su tavoli fino a 12 persone, a capotavola va il padrone di casa e alla sua destra l’ospite più importante.  A sedersi per primo sarà l’ospite più importante, poi gli altri. A spiegare il tovagliolo per prima sarà la signora più importante. E il servizio dovrà iniziare dall’ospite più importante uomo o donna che sia. A svelare le regole e i dettagli del moderno galateo, mercoledì sera nella Sala degli affreschi della Provincia, è stata la dottoressa Maura Saccher Molea, relatrice del convegno della Fidapa di Belluno presieduto dalla dottoressa Daniela Sernaglia. Si chiama «Business etiquette», ed è quell’insieme di “regole invisibili” indispensabili a un leader di successo, ma utilissime anche a un professionista che voglia sempre sentirsi a suo agio, come ha spiegato Maura Saccher, triestina, esperta di cerimoniale e autrice di varie pubblicazioni di settore.  «Il termine Etichetta sta a significare quell’insieme di norme e procedure che regolano i comportamenti» ha detto Maura Saccher «la parola deriva da Las etiquetas, che nelle corti spagnole del 1500 erano i cartelli affissi fuori delle stanze che precisavano le regole, gli orari, le pietanze e il modo di vestirsi richiesto».  Nel 1700 queste regole sono diventate sinonimo di cerimoniale, approdano alle corti francesi e poi in Italia. Oggi il galateo ha mantenuto le sue regole che spaziano in tutti i rami delle relazioni sociali.  Ma a cosa servono? «A dare una buona immagine di sé e regolare i rapporti interpersonali» ha spiegato la relatrice «e comprendono moltissime capillari indicazioni, ad esempio l’abbigliamento, il portamento, le relazioni interpersonali comprese le presentazioni, come si scrivono gli inviti e si organizzano meeting e convegni, l’uso della posta elettronica».  Certo, vale sempre l’antico detto “la prima impressione è quella che conta”, ma si parla anche col sorriso, con i gesti e lo sguardo. L’abbigliamento è uno dei messaggi più potenti, dev’essere curato ma non appariscente. Vietati negli uffici anche d’estate calzini corti e pantaloncini corti per gli uomini, niente minigonne, scollature vertiginose e top senza giacchina per le donne. Evitare profumi troppo intensi, l’odore di naftalina dei cappotti e le briciole del panino sul posto di lavoro. I colori vivaci attirano l’attenzione sulla persona, quelli scuri danno risalto alla personalità. Presentazioni: alla persona più importante viene presentata quella meno importante, l’uomo alla donna e tutti a un prelato, considerato al di sopra, asessuato. Al superiore si presenta il subalterno anche se donna o più anziano. In casa gli ospiti vanno presentati nell’ordine in cui arrivano. I coniugi col cognome del marito, ma sarà la signora ad essere presentata per prima. Nelle presentazioni a tavola alzarsi è un gesto di rispetto. L’uomo deve sempre alzarsi e anche le ragazze, le signore possono rimanere sedute. La stretta di mano dev’essere decisa e breve. La persona più importante stende la mano per prima. Negli ambienti di lavoro l’ospite importante va atteso all’ingresso dal titolare o dal manager e poi accompagnato. Nelle conferenze il moderatore va al centro del tavolo, l’ospite più importante alla sua destra. Stessa regola nella disposizione delle bandiere. Nelle manifestazioni l’autorità principale è il sindaco del luogo, poi il prefetto. Se il prefetto manda un suo vice, quest’ultimo non ha diritto al posto del prefetto. Nei convegni l’ospite più importante ha diritto all’ultimo intervento. In auto il posto più importante è quello sul sedile posteriore a destra. Il baciamano non si usa più, ma se volete farlo ricordatevi che si può fare solo al chiuso di un salotto, la signora non deve calzare il guanto e non si va a toccare la mano con la bocca. Approfondimenti al sito della Saccher: www.parlalimmagine.it. - Roberto De Nart

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