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Una raccolta di firme: no alle colture intensive

 CESIOMAGGIORE. In attesa di novità sul fronte Forgialluimino a Fonzaso il comitato Prà Gras sta concentrando i propri sforzi a difesa del territorio di Cesiomaggiore, attaccato dai pesticidi dell’agricoltura intensiva. «Abbiamo fatto visita al comitato Chimica free, che da diversi mesi si oppone all’insediamento di un meleto intensivo coltivato con uso di antiparassitari ed insetticidi», dicono i portavoce di Prà Gras. «Ovviamente noi abbiamo dato la nostra solidarietà e la disponibilità ad aiutarli e sostenerli in questa impegnativa battaglia che a nostro avviso contrappone due modi radicalmente diversi di fare agricoltura e vivere il territorio».
 Se l’unione fa la forza, i paladini del biologico puntano a formare un vero e proprio esercito. La strategia per sconfiggere il nemico comune è coinvolgere la gente con una massiccia raccolta firme, per costruire un fronte compatto in appoggio alle iniziative del comitato, e non solo a Cesiomaggiore. «Crediamo che il problema non stia esclusivamente nell’insediamento di Calliol da 20 ettari, né nello spianamento già effettuato di una collina, senza tra l’altro alcuna perizia agrotecnica come previsto dalla normativa. Bensì in una probabile invasione di grossi gruppi che da fuori provincia calano nel nostro territorio e acquisiscono ingenti quantità di terreno», attacca la voce dei soci. «Spetta a noi cittadini dire no a questo modo di utilizzare, per non dire sfruttare l’ambiente». Senza dimenticare il fatto che gli agenti inquinanti si diffondono nell’aria all’interno della vallata bellunese.
 Gli schieramenti appaiono dunque ben delineati. Da una parte l’asse formato dalle aziende biologiche della zona, dai comitati Chimica free e Prà Gras e dalla cooperativa La Fiorita, che puntano sul recupero e valorizzazione dei prodotti tipici e locali. Dall’altro i sostenitori di un’agricoltura intensiva, basata sui trattamenti chimici ed un prodotto standardizzato. (sco)