23 settembre 2008 —
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sezione:
Cronaca
BELLUNO. La Provincia di Belluno spende centomila euro in auto blu. A rivelarlo il prospetto consegnato ieri ai consiglieri di opposizione autori dellinterrogazione sui costi della comunicazione nellera Reolon.
Se nel 2007 la spesa si aggirava attorno ai 98 mila euro, questanno la cifra è lievitata di quattro mila euro. E questo - si legge nella nota - a causa delle spese per il personale e la gestione dei mezzi. Ad aumentare negli ultimi dodici mesi sono state anche le spese di rappresentanza, passate da 38 mila a 55. Stabile il costo del direttore generale (missioni comprese): oltre 175 mila euro. Mentre la segreteria personale del presidente costa 35 mila euro, quella dei suoi assessori supera i 56 mila.
Altro capitolo quello della comunicazione, vero cruccio - per non dire fastidio - della minoranza. Dal resoconto fornito ai consiglieri del Pdl e Lega si legge che al portavoce del presidente vanno circa 45 mila euro e che quasi 31 sono stati destinati allufficio comunicazione. Si scopre infine che la Provincia ha speso quasi 70 mila euro per le campagne informative realizzate sulle emittenti locali.
Bosco addio. Non si userà il diserbante, ma poco ci manca. Nella seduta di ieri, il consiglio provinciale ha dichiarato guerra allimboschimento selvaggio del Bellunese. E stata accolta infatti la proposta del consigliere del Pab Matteo Toscani di rivedere la normativa in materia di superfici boscose.
Il problema è sotto gli occhi di tutti: piccoli borghi che spariscono dal paesaggio, strade e campi inghiottite, case nascoste. Ma la questione non è soltanto estetica: «La vicinanza dei boschi», ha ripetuto in aula Toscani, «ha peggiorato la qualità della vita di chi vive in montagna». Lelenco dei disagi è lungo, dal pericolo dincendio alla proliferazione di parassiti e zecche.
Nella proposta, fatta propria dallassemblea, si demanda lindividuazione della superficie boscosa da eliminare alla cosiddetta Carta ottimale del bosco, strumento che deciderà i criteri attraverso i quali operare. Il presidente Reolon, dal canto suo, ha tirato in ballo il piano di coordinamento territoriale della provincia (il Ptcp): «Il contenimento dei boschi e la difesa dei prati è una delle quattro priorità». Seguono, il recupero edilizio, il mantenimento dei laghi e lo stop alle costruzioni negli alvei o nelle vicinanze dei fiumi. «Ma per fare questo serve anche una nuova mentalità». Da qui lappello agli amministratori comunali perchè non svendano il loro territorio: «Le malghe e i nostri pascoli sono nelle mani dei bolzanini o degli agricoltori della pianura». E passata sul velluto la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi. In pochi - almeno questa limpressione - se la sono letta. (cr.ar.)