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Cristina Rotasso e le montagne

 BELLUNO. Prosegue con Cristina Rotasso, pittrice bellunese, la rassegna culturale alla Birreria Pedavena promossa dal Centro culturale Carlo Rizzarda. Mercoledì sera nella Sala degli elefanti, è stata inaugurata l’esposizione delle opere che rimarranno esposte fino al 2 novembre. Dopo l’introduzione di Nino Bonan e l’intervento del sindaco di Pedavena Franco Zaetta, Giuseppina Boranga ha presentato il video di una sua leggenda che narra le vicende di una bimba, emarginata perché non parlava, che muore trasformandosi in montagna. La montagna è anche il soggetto principale delle opere iniziali di Cristina Rotasso, il Pelmo, il Civetta, la Tofana,il Cristallo, le Pale di San Martino. «il quadro è l’impronta digitale del pittore e attraverso esso emerge il carattere e le esperienze socio-culturali dell’artista» ha detto Giuseppina Boranga, nel presentare la pittrice. «Cristina nasce ad Agordo, attorniata dalle montagne che in un primo momento le incutono timore, ma poi, nel corso degli anni, questo sentimento diventa serenità. Impara sin da giovane ad amare la natura e gli animali» ha proseguito Boranga «Durante la sua permanenza a Roma, Cristina frequenta un corso d’arte per restauro dei metalli. Questo per lei è un periodo felice, perché nella capitale vede da vicino l’arte. In particolare scopre la scuola fiamminga, l’aspetto floreale dell’epoca barocca del’600 e lo studio della luce dei pittori dell’800» Tutti temi che ritroviamo nella quarantina di opere esposte a Pedavena. Dai paesaggi di montagna, ai ricordi di viaggio con scorci di Siena, Urbino, Pavia e della vecchia Feltre. Opere quest’ultime, caratterizzate dal fascino e il mistero della luce notturna. Come spiega il video curato da Evelina Reolon che riproduce la sequenza dei quadri esposti.
Roberto De Nart