Storia di corna dietro la morte di Mozart


Il mito di Mozart certamente attinge alla sua 'triste", breve vicenda umana, conclusasi con una morte apparentemente misteriosa a cui la storia non ha mai saputo o voluto dare una spiegazione credibile.
La morte di Mozart ha indotto a scrivere valanghe di articoli, di libri, senza peraltro che il mistero si dipanasse. Vi si sono cimentati in tanti. Eppure la verità potrebbe essere molto vicina. Davvero dietro l'angolo.
E se il dubbio che Mozart sia stato ucciso dal veleno di un invidioso rivale non si è tuttora dissolto, noi ci chiediamo come poteva un compositore di successo quale Antonio Salieri portare invidia a un rivale di lui certamente meno fortunato?
Un lungo saggio scritto nel 1997 da Giorgio Taboga per un certo tempo aveva suscitato interesse. Ma ben presto anche il suo «L'assassinio di Mozart» era finito nel dimenticatoio. Forse vi avevano contribuito i troppi interessi che ormai vertono intorno al nome di Mozart, forse le troppe novità che accompagnavano la descrizione della fine del musicista salisburghese e che non si limitavano a chiarire in modo logico e razionale i tanti misteri legati alla morte.
Quel 'racconto" di Taboga cosi determinato, preciso, puntiglioso, persino 'cattivo", era entrato anche nell'ambito della musica mozartiana ponendo il dubbio che la stessa fosse stata realmente composta da Mozart. E il dubbio era stato esteso anche ad Haydn.
Il ritrovamento nel 2002 (annuncio dato dal musicologo Luigi Della Croce) del diario di un nobile ungherese appartenuto alla Massoneria viennese, avrebbe confermato quanto Taboga aveva già scritto, ovvero come 'qualche giorno dopo il 18 novembre 1791" in una riunione della Loggia Zu Wahren Eintracht fosse 'maturata l'idea di una salutare bastonatura al Fratello Mozart per una poco lodevole storia di corna ai danni" di un altro Fratello, certo Franz Hofdemel, funzionario presso la Corte di Vienna.
La bastonatura si sarebbe trasformata in una imprevista commozione cerebrale e nella morte prematura del compositore austriaco all'alba del 5 dicembre 1791.
Mozart che allora aveva solo 35 anni, nel 1787 era stato nominato compositore di corte e nel 1791 assistente Kapellmeister della Chiesa di Santo Stefano di Vienna, la più importante delle chiese dell'Austria.
La morte del musicista sarebbe stata seguita il giorno successivo dallo sfregio arrecato da Franz Hofdemel al volto della moglie incinta (di Mozart?) e dal conseguente suicidio del medesimo.
Oggi più che mai, alcune domande e considerazioni sembrano assumere contorni precisi e definiti: il funerale probabilmente effettuato nello stesso giorno della morte, l'eccessiva fretta nella sepoltura in una fossa comune e anonima, la probabilissima ignoranza degli amici circa il giorno e l'ora in cui il funerale si sarebbe svolto, l'ignoranza persino della notizia della morte divulgata solo a sepoltura avvenuta il 7 dicembre hanno una propria sequenza logica, una spiegazione che sembra trovarsi nel libro di Taboga e conferma nel diario di cui si ha notizia. Quale bisogno infatti c'era di occultare la morte di Mozart sin dopo la sua sepoltura? La gestione dei funerali e il post mortem affidati a un plenipotenziario della Corona, l'equivalente di un Ministro della Pubblica Istruzione 'licenziato" guarda caso lo stesso giorno del funerale, quasi certamente per 'troncare qualsiasi possibile legame tra i fatti e la Corte Imperiale", ovvero per evitare uno scandalo, ci appaiono quali circostanze assai strane specie se le vediamo accompagnate dalla scarsissima partecipazione di persone alle esequie, falsamente giustificata da una bufera di vento e di neve. La giornata in realtà non era brutta.
Nel taccuino del conte Carl Zinzendorf si evince come a Vienna nei giorni 5-6-7 dicembre 1791 il tempo fosse 'dolce" con la presenza casomai di nebbia. E se è vero che il 'grande" Mozart sembra nascere dalla manipolazione di tanti dati negli anni successivi, che in vita egli non fosse stato altro che uno dei tanti musicisti, di gran lunga meno noto di altri maestri soprattutto italiani, Mozart non era un Signor Nessuno.
Egli era pur sempre l'intestatario se non l'autore di opere musicalmente importanti, che avevano ottenuto un certo successo anche a Vienna e non solo a Praga. Non ci si spiega pertanto la scarsa affluenza di persone se non perchè non informate.
Alla luce di quanto noi oggi sappiamo, iniziano però a definirsi le risposte alle tante contraddizioni e segreti. Perchè la moglie Costanze non accompagnò il defunto nel suo ultimo viaggio, perchè la stessa sempre si disinteressò al luogo ove era stato sepolto, perchè il racconto sull'illustre marito fatto a Vincent Novello non fu per nulla entusiastico, perchè non venne redatto un certificato di morte naturale da parte del medico curante, perchè il corpo del morto venne avvolto in una tunica nera col cappuccio calato sulla fronte, perchè la moglie di Mozart e quella del suicida Hofdemel abbiano ottenuto una pensione alla morte dei loro rispettivi mariti senza averne diritto e in pochissimo tempo, come sia stato possibile che il corpo di Hofdemel non sia stato 'cucito in una pelle di vacca e buttato in una fossa comune senza alcun segno" com'era prassi per i suicidi. La morte di Mozart sembrava 'intrigare", sembrava essere un affare di Stato. Assomiglia ad uno strano gioco di coincidenze e di stranezze, troppe per non essere vere, un puzzle 'maledetto" che in oltre duecento anni non è mai stato definitivamente sistemato. Eppure la verità, al di là di una leggenda artificiosamente creata con diabolica abilità, è sempre stata alla portata dell'intelligenza umana. Certamente non si è voluto. Carr nel 1991 nel suo «Mozart e Constanze» riesuma una vecchia diceria che si è mantenuta viva a Vienna sino a pochi decenni fa sull'assassinio per gelosia di Mozart proprio da parte di Hofdemel.
La spiegazione della morte di Mozart avvenuta in ambito massonico, non rappresenta in ogni caso che il primo passo, la punta di un iceberg, per comprendere il resto e scoprire quanto sinora si sia occultato. Dietro l'angolo sembra davvero aspettarci con ansia Andrea Luchesi, musicista veneto, di Motta di Livenza, cui Taboga (e non solo Taboga), ormai attribuiscono buona parte della musica di Mozart e di Haydn.
Mozart e Luchesi. E gli ultimi anni della vita del grande compositore austriaco. Un mistero che affascina e intriga. Come intriganti furono molti aspetti della vita di Mozart. Giuliano Dal Mas si è appassionato di recente alla vita di Mozart e a quella del veneto Luchesi, ma la sua produzione culturale è molto più ampia. Nato a Belluno nel 1945, si è laureato in scienze politiche a Trieste, ha svolto il lavoro di segretario comunale per trent'anni in vari comuni agordini. Appassionato di giornalismo, di cultura e storia locale, di poesia, montagna, fotografia, ha scritto numerosi libri soprattutto sui temi della montagna e della storia locale. Molte le guide escursionistiche, ma importanti anche i libri di arte, come quello su Giovanni De Min e Pietro Paoletti.

Giuliano Dal Mas