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Cinque indagati per la strage di Molfetta

 ROMA. Molfetta ha seppellito i suoi morti. Lo ha fatto senza clamore, lontano dai riflettori. Funerali senza diretta tv, respinta dai famigliari delle vittime distrutti dal dolore. Tantissima gente commossa, amici, striscioni mescolati a mazzi di fiori. Quasi diecimila persone che ieri pomeriggio hanno portato l’ultimo saluto ai cinque operai della Truck Center deceduti lunedì sul posto di lavoro: una tragedia ancora tutta da chiarire e che ora conta cinque indagati.
 «Una vicenda che mette angoscia e ha sconvolto un’intera comunità», ha dichiarato il ministro degli esteri Massimo D’Alema lasciando la Chiesa della Madonna della Pace. Gli sviluppi investigativi sono arrivati ieri sera, poco dopo la conclusione della cerimonia funebre alla quale ha preso parte anche il procuratore capo di Trani Nicola Barbera. Cinque iscrizioni al registro degli indagati che consentiranno agli inquirenti di svolgere tutti gli accertamenti necessari a ricostruire i fatti e appurare le cause della morte degli operai. «Un atto dovuto», ha precisato Barbera.
 I nomi iscritti a vario titolo, (si va dall’omicidio colposo plurimo a reati di tipo amministrativo), sono di cinque dipendenti di tre diverse società: la «Fs Logistica», la società di Ferrovie dello Stato proprietaria della cisterna per il trasporto di zolfo in cui sono avvenuti i decessi, la «Cemat Puglia» che gestisce il deposito intermodale delle cisterne allo scalo di Bari, e «La Cinque Biotrans», società con cui Fs Logistica ha un contratto per la manutenzione delle cisterne utilizzate. I due dirigenti della Fs Logistica sono Mario Castaldo e Alessandro Buonopane, responsabile, quest’ultimo, del progetto trasferimento zolfo; il dirigente della Cemat è Vincenzo Polito, il dirigente della Biotrans Pasquale Campanile. Per finire compare il nome di Filippo Abbinante, altro dipendente della Biotrans, il camionista che materialmente prelevò la cisterna della morte dal deposito barese in cui era rimasta due mesi e la condusse fino alla Truck Center per le operazioni di lavaggio.
 I magistrati intendono appurare le numerose irregolarità emerse in questa sciagura legata al rischio chimico: da quelle relative alle autorizzazioni rilasciate alla Truck Center a quelle che più da vicino riguardano la gestione e la natura delle sostanze trasportate. Tra le analisi disposte ci sono infatti quelle che riguardano i residui prelevati all’interno della cisterna incriminata. La sola cosa per ora certa, infatti, è che i cinque operai (compreso il titolare della ditta) sono morti nel tentativo di soccorrersi l’un l’altro senza alcun mezzo di protezione, uccisi da esalazioni che possono essersi formate dalla reazione fra residui di zolfo e altre sostanze da identificare.
 Dubbi e interrogativi che aspettano di trovare risposte in laboratorio. Interrogativi di incerta importanza come quello che riguarda il ritrovamento, dentro la cisterna, di un accendino.
 Alle famiglie in lutto, intanto, già a fine mese arriverà l’assegno Inail: 500 euro a nucleo, più 280 per ogni figlio fino alla maggiore età. (n.a)