22 gennaio 2008 —
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sezione: Spettacolo
U
na quotidianità scandita dalle stagioni di un mondo contadino che sta per scomparire. E questo il tema caro a Luigi Zorzi, pittore padovano autodidatta, le cui opere verranno esposte nella Sala degli Elefanti della Birreria Pedavena fino al 19 marzo. La mostra, organizzata dal Circolo culturale europeo Carlo Rizzarda di Feltre, sarà inaugurata domani alle 18.30.
Luigi Zorzi è nato e vissuto in quel mondo contadino che ritrae nelle sue tele con un certo realismo, da documentarista innamorato. Una realtà, quella dei campi, che oggi sembra già lontanissima, quasi fossero passati secoli da quando i funghi si mangiavano in autunno o quando, dopo la vendemmia, si aspettava che il mosto maturasse in vino. Ritmi stagionali che Zorzi rappresenta nei suoi grandi quadri Estate e Autunno, una narrazione per immagini dove emerge un grande amore per la natura e per quellambiente in cui lartista nacque e che per questo rappresenta sulla tela idealizzato. Lo stesso che ha descritto nel suo libro in versi in dialetto alto padovano, Il Testamento Sterile. Luso di una tavolozza dai colori brillanti e cangianti, se rivela la poesia di un ambiente, non permette di definire come strettamente realiste le opere di Zorzi, sempre in bilico tra oggettività e poetica interpretazione del paesaggio. Gli oggetti ritratti non sono quelli che i nostri sensi percepiscono, ma quelli che la nostra mente si aspetta di vedere: pannocchie gialle, uva verde, pampini dalle mille sfumature per larrivo dellautunno. E forse questuso personale del colore a creare nello spettatore un senso di artificiosità alla prima occhiata.
Il senso di questa scelta stilistica, frutto di una grande padronanza nelluso della tecnica e di maestria nella scelta dei colori, sta nella creazione di un mondo poetico che non mostra la sofferenza e la fatica, ma solo la bellezza della natura e degli uomini.
Daltra parte, non diceva forse lo storico dellarte Gombrich che ciò che rende tali gli artisti è la capacità di guardare quello che esiste con occhi nuovi?
La luce e i giochi cromatici sono lelemento principe delle composizioni di Zorzi, per il quale non si può parlare quindi di sola abilità tecnica, quanto piuttosto di una personale capacità interpretativa che emerge in ogni soggetto rappresentato, si tratti della vecchia madre, contadina dallaspetto austero e forte, o dei canali dacqua ricchi di vegetazione tipici della sua terra. Anche quando lartista dipinge la cucina di una volta, con credenza, sedie in paglia e cucina economica, si percepiscono la sua presenza e lintenzione di trasmettere alle generazioni future quelleredità che si porta dentro.
Le opere di Zorzi ritraggono un mondo non ancora dimenticato, dove uomo e natura paiono più in armonia di quanto non accada oggi.