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Padovani alla guida dell’Anpi

 BELLUNO. Cambio della guardia ai vertici della sezione bellunese dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia.
 Dopo 12 anni Giorgio Granzotto lascia la guida del sodalizio per fare posto al nuovo presidente Luciano Padovani che, anche non avendo partecipato attivamente alla lotta partigiana, grazie al nuovo articolo dello statuto ha potuto proporsi come candidato alle elezioni interne del comitato Anpi di Belluno. E’ lui stesso a spiegare perchè anche chi non è stato partigiano può iscriversi all’ associazione: «Per far parte dell’Anpi non è necessario essere ex-partigiani, ma basta condividere i principi di libertà e il sentimento di antifascismo che pervadono tutti noi. Io ne sono un esempio in quanto non sono stato partigiano ma sono un insegnante di educazione fisica in pensione». L’articolo 23 dello statuto dell’Anpi, redatto nel febbraio scorso ribadisce il concetto espresso da Padovani: “Possono essere altresì ammessi come soci con diritto di voto, coloro che condividendo il patrimonio ideale, i valori e le finalità dell’Anpi, intendono contribuire in qualità di antifascisti alla realizzazione e alla continuità degli scopi associativi”. La sezione di Belluno ha deciso di non dimenticare chi ha combattuto attivamente la Resistenza, eleggendo una presidenza onoraria composta da tre partigiani che operarono nelle montagne bellunesi: Luigi Dall’Armi, Giorgio Granzotto e Peppino Zangrando.
 Luciano Padovani sarà affiancato dai vicepresidenti Albino Melanco e Antonio Polesana e dal segretario Renzo Guglielmino. «Con il nuovo direttivo» prosegue Padovani, «stiamo già mettendo in piedi delle iniziative: entro la fine di ottobre organizzeremo un incontro per gli studenti delle superiori cittadine con Gino Donè, uno dei 4 non cubani che partecipò alla spedizione Granmà. Donè è un partigiano di San Donà che dopo aver fatto la Resistenza in Italia, partecipò alla Resistenza cubana assieme a Che Guevara. L’altro appuntamento con l’Anpi sarà a malga Ditta dove ricorderemo gli avvenimenti in Val Mesazzo dove si istituì il primo nucleo di partigiani emiliani in provincia».
Valentina Damin