Giovedi la cerimonia di promulgazione

BELLUNO. Sarà promulgato giovedi alle 20 nella concattedrale di Feltre il libro sinodale. Si tratta del documento che getta le basi di una nuova dottrina cristiana all'interno del territorio bellunese, una dottrina che tiene conto delle modifiche profonde subite dalla società in questi anni. Come emerso dal conclave di Borca sono quattro gli ambiti interessati dalle modifiche: quello dell'annuncio, dell'accoglienza della parrocchia e della famiglia. Giovedi, quindi, si porterà a compimento un lungo percorso diocesano che ha visto il via ufficiale nella Pentecoste dell'anno scorso.
Il nuovo libro sinodale, duecentoundici pagine in tutto, di nuova dottrina emersa dagli incontri delle 5 commissioni sinodali costituite per riflettere su i più svariati argomenti, va a sostituire il precedente risalente al 1947. Questo a dimostrazione che un libro sinodale ha una valenza di molti anni, e che viene rielaborato nel momento in cui la società che esprime ha subito delle profonde modificazioni. La promulgazione del libro, la cui entrata in vigore è fissata per l'11 novembre prossimo, festa di San Martino, patrono della città e che vuole essere una sorta di «fotografia o di zoomata nella nuova realtà e tra le nuove esigenze della società bellunse del Terzo millennio» come ha sottolineato Luigi Guglielmi presidente di una commissione sinodale, avverrà all'interno di una celebrazione eucaristica presieduta dal patriarca di Venezia, il cardinale Angelo Scola. Il vescovo di Belluno-Feltre Giuseppe Andrich, consegnerà ufficialmente a tutta la diocesi il libro «nel quale ha rielaborato le indicazioni dell'Assemblea sinodale ed indica il cammino per la nostra diocesi nei prossimi anni», dicono dalla segreteria del sinodo. Diversi i momenti in cui si snoderà questa celebrazione e che acquisteranno poi un significato importante all'interno della nuova vita diocesana.
Segno di comunione.La presenza del patriarca di Venezia e di alcuni vescovi delle diocesi vicine, come quello di Vittorio Veneto monsignor Zenti e di Bolzano-Bressanone è il segno della comunione ecclesiale che apre la comunità oltre gli orizzonti del territorio bellunese unendola alle altre diocesi unite a loro volta alla Chiesa nel filo della comunione.
La celebrazione.Si tratta di una celebrazione eucaristica che vuole essere il più alto atto di gratitudine che «la nostra chiesa diocesana rivolge al Signore per il cammino fatto», dicono dalla segreteria del sinodo «Per questo è stata scelta l'antica data della solennità del Corpus Domini perchè è proprio il mistero eucaristico che ci fa Chiesa e ci unisce».
Segni particolari.All'interno della celebrazione ci sono alcuni segni che meritano di essere sottolineati: il canto dell'inno del sinodo composto da don Claudio Sacco, che ha accompagnato tutto il cammino sinodale, la professione di fede che verrà proclamata dal solo vescovo Andrich e al quale tutta l'assemblea risponderà coralmente nel canto, la presentazione dei doni, dal pane al vino, dai fiori all'incenso al cero fino all'omaggio alla città di Feltre.
Segno di carità.Come è stato chiesto nell'assemblea sinodale di Borca di Cadore a novembre, in occasione di questa celebrazione la diocesi e i partecipanti offriranno un segno di carità, cioè un'offerta in denaro che sarà destinato al vescovo della Locride monsignor Giancarlo Bregantini per il progetto Policoro anche dopo i recenti fatti di sangue che hanno colpito la Calabria. Monsignor Bregantini era stato già ospite della comunità bellunese il 4 dicembre scorso a Longarone. Ma molte iniziative sono in corso in questi mesi anche a livello di scuole locali bellunesi per aiutare la comunità calabrese. La somma che sarà raccolta in questa circostanza sarà quindi devoluta al Consorzio Goel che appartiene al progetto Policoro e che sviluppa diversi obiettivi che possono essere raccolti in tre macro aeree: quella della formazione e qualità, quella organizzativa e imprenditoriale e infine l'area delle politiche sociali.
La consegna del Libro sinodale.Dopo la comunione il vescovo Andrich presenterà il libro, frutto della sua rielaborazione di tutto quanto emerso in questo anno di ricerca e discussione ma che rappresenta come lo stesso vescovo ha detto «la firma di tutti insieme con la mia», e ne offrirà una copia ai vescovi delle diocesi vicine, come segno di comunione oltre che ad alcuni rapresentanti del popolo cristiano. Inoltre sul sagrato del duomo saranno disponibili le copie del libro per tutti gli altri. Alla celebrazione che, oltre a segnare la conclusione del lungo cammino sinodale, segna anche una tappa importante per la crescita della comunità cristiana bellunese che mira ad un'apertura verso l'esterno al di là dei confini geografici della provincia, sono invitati tutti i fedeli per condividere «un momento importante della nostra Chiesa e celebrare l'avvio di un nuovo cammino».