Luca Rigoni del Tg5 spiega l'etica giornalistica «Decisivo il punto di vista di chi dà la notizia»

FELTRE.Raccontare con accuratezza, osservare dall'alto della collina mantenendo l'inquadratura bassa. Se esiste un'etica nel giornalismo, è quella che nasce dal punto di vista di chi descrive, di chi si muove sul terreno ambiguo e instabile del quotidiano per darne un'immagine reale o, almeno, verosimile. Luca Rigoni, giornalista del Tg 5 ed ospite ieri pomeriggio allo Iulm, ha parlato in questi termini agli studenti che hanno gremito l'aula magna di palazzo Borgasio per assistere al terzo appuntamento del ciclo "Testimoni di valori umani e sociali". Tema dell'incontro era appunto l'etica nel lavoro giornalistico, ovvero come mantenere l'oggettività nella trattazione di un evento in una dimensione, come quella dell'informazione televisiva, dove le pressioni e i condizionamenti sono costanti. Vivace e coinvolgente, l'intervento di Rigoni ha toccato il cuore del problema attraverso riferimenti a vicende geopolitiche passate e recenti, citazioni letterarie e cinematografiche ed analogie calcistiche.
Dopo un rapido accenno ai contenuti del manuale etico del New York Times, Rigoni ha ricordato la figura del cronista americano Edward Murrow, la cui storia è stata recentemente raccontata nel film "Good night and good luck". Il caporedattore Mediaset ha successivamente mostrato agli universitari feltrini un esempio di giornalismo televisivo, proiettando tre video tratti dal tg5 e relativi alla morte del fotografo free lance Raffaele Ciriello, avvenuta a Ramallah nel 2002. I tre servizi hanno mostrato come il quadro di una notizia vada arricchendosi di dettagli con il passare delle ore e attraverso il lavoro di ricerca del giornalista.
«L'oggettività assoluta», ha spiegato Rigoni, «non può esistere. E' un bene molto ricercato ma irraggiungibile perché è inevitabile che ciascuno metta nella notizia il suo punto di vista. Anzi, si tratta di un aspetto indispensabile, che da colore, calore e verità al fatto. E' importante focalizzarsi sull'attenzione ai dettagli e al quadro generale». Al termine dell'intervento, spazio alle domande del pubblico, desideroso di far luce, tramite il punto di vista di Rigoni, su limiti e criteri della libertà d'informazione. (s.c.)