Arsiè seppellita dalla nevicata record


di Cristian Arboit
ARSIE'.27 gennaio 2006: cronaca dall'emergenza. Un metro e venti, un metro e trenta, la media registrata in tutto il territorio comunale, con i picchi delle zone alte. Fino a un metro e mezzo a Novegno e Col Perer. Fra le frazioni più colpite Fastro. Una giornata campale contrassegnata da slavine, smottamenti, piccoli incidenti stradali. Operativi fin dalle prime ore del mattino quindici uomini della protezione civile, i radio amatori e le forze dell'ordine. A capo delle operazioni il sindaco Ivano Faoro, che non ha mai abbandonato per un attimo la piazza centrale del capoluogo. A preoccupare ora sono i tetti delle case, carichi di neve. Allarme rosso nell'inferno bianco.
Un'atmosfera irreale, quasi sospesa. Ma chi pensa ad una bella fiaba si deve ricredere. Completamente isolate Incino e Col Perer. In grave difficoltà le borgate di San Vito, a cominciare dai Roveri. Ma altrove non va meglio: le strade che collegano il capoluogo alle frazioni sembrano delle altevie, ridotte da due a una corsia scarsa. Disastrato il tratto Arsiè - Fastro. I mezzi Anas latitano.
Già nella mattinata di ieri viene istituita l'unità di crisi a Palazzo Guarnieri. In prima linea protezione civile e radio amatori in aiuto dei mezzi spazzaneve. Operativi i carabinieri della vicina stazione e la polizia municipale. Per loro turni infiniti sotto la copiosa nevicata. Gli agenti hanno aiutato numerosi autisti in panne, soprattutto nel montaggio catene. Provvidenziale anche l'intervento della ruspa messa a disposizione dai vigili del fuoco di Belluno, che ha liberato un mezzo sgombraneve in località Col Perer, intrappolato fra due slavine.
In giornata, inoltre, sono state monitorate le situazioni più a rischio. «Abbiamo preso contatti, tramite anche gli operatori sociali, con i numerosi anziani nelle zone più isolate», spiegano dal Comune, «per il momento non si sono verificate situazioni particolarmente allarmanti».
Nella mattinata si sono susseguite, inoltre, due ordinanze sindacali. La prima ha disposto la chiusura delle scuole, anche per la giornata odierna, la seconda, invece, il blocco del trasporto pubblico. Anche questa sarà valida, salvo modifiche, fino al mezzogiorno di oggi. Non si dà pace il primo cittadino Ivano Faoro, intento a telefonare e ricevere chiamate. Anas, Veneto Strade, Prefettura, giornali e televisioni. Il record arsedese, se da un lato, fa paura, dall'altro incuriosisce. «Ci stiamo avvicinando ai livelli del 1985 quando scese quasi un metro e settanta di neve», ricordano i più. Il sindaco rivolge alla Regione un appello: «Chiediamo un aiuto. Non abbiamo i soldi per far fronte a questo genere di calamità».
Ad aiutare i mezzi comunali nell'ardua impresa, Veneto strade, già operativa dal pomeriggio di ieri con una potente turbina. Meno comprensiva l'Anas, che in un primo momento ha risposto picche alle richieste di aiuto del sindaco Faoro. «Le strade comunali non sono di nostra competenza», la giustificazione. Salvo poi ravvedersi, promettendo una fresa, operativa da questa mattina.
«Il vero pericolo proviene dai tetti», spiega la protezione civile, «sono troppo carichi. L'unica speranza, a questo punto, è che non cada neve troppo bagnata». E' rimasto attivo per tutta la notte in municipio il Coc. Nonostante l'attenuazione del fenomeno dalla tarda serata di ieri, lo stato d'allarme resta alto.