La «Castello» interessata alla Birreria


PEDAVENA. Più va avanti il tempo, più si avvicina la data di 'scadenza" del tavolo ministeriale di ottobre, più aumentano attenzione e interesse per la Birreria. Adesso si sono mossi anche degli imprenditori veneti e friulani, tra i quali i produttori della Birra Castello di Udine.
Un pool assortito che ha già contattato Unicredit Banca Mobiliare, istituto incaricato da Heineken di condurre le trattative di subentro, per raccogliere quante più informazioni possibili sullo stabilimento pedavenese e poter quindi valutare l'opportunità di un'offerta d'acquisto, che andrebbe cosi ad aggiungersi a quelle già previste degli svedesi di Kopparberg, dei potentini della Tarricone Spa e degli industriali bellunesi. Rispetto ai 'colleghi" locali, gli imprenditori veneti e friulani hanno però l'intenzione di mantenere la produzione di birra a livello industriale, senza cioè cambiare la destinazione d'uso del sito.
Un'offerta vera e propria per il momento non è ancora stata presentata, perché serve il tempo per analizzare le informazioni raccolte e per studiare sinergie e strategie di intervento, ma è significativo che, nonostante quanto sempre dichiarato da Heineken Italia, vi siano altri interlocutori pronti a rilevare lo stabilimento birrario fondato nel 1897 dai fratelli Luciani. Ed è sintomatico che tra tutti gli interessamenti di questo lungo anno soltanto in un'occasione, quella cioè dell'imprenditoria bellunese, non si voglia proseguire nella produzione birraria a livello industriale, optando in questo caso per un microbirrificio al quale affiancare altre attività. Per tutti gli altri, Pedavena significa solo birra.
Un binomio talmente inscindibile che c'è già chi si sta muovendo per non trovarsi spiazzato all'indomani della decisione della multinazionale olandese. Davanti a tre, o quattro, offerte d'acquisto si dovrà per forza arrivare a una cessione. In caso contrario, sarebbe solo la dimostrazione di quello che la comunità locale ha sempre ripetuto: Heineken non vuole vendere, ma è interessata a creare 'terra bruciata". Un'ipotesi contro la quale si sta già attivando un boicottaggio su scala nazionale dei prodotti della multinazionale olandese, che in Italia non riuscirebbe più a vendere mezza lattina.
Altri invece, è il caso del Comitato popolare, si stanno attivando sempre per una politica di sensibilizzazione sulla questione. L'ultimo fine settimana ha visto una duplice presenza, alla festa del fagiolo a Lamon ed a Longarone Fiere. In questo secondo caso oltre allo stand informativo, dove acquistare anche la maglia «Don't touch my beer», è stato possibile ammirare, seppure con il disagio della pioggia, anche una selezione degli oltre trecento teli d'autore, presentati direttamente da numerosi degli autori, arrivati apposta per l'occasione da tutta Italia.

Ivan Perotto