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Più controlli per l’attività in ospedale

 BELLUNO. Redarre un regolamento interno per la libera professione e istituire un organismo paritetico che dovrà assicurare efficienti meccanismi di controllo sull’attività libero professionale e sull’organizzazione complessiva.
 Questo è quanto ha deciso la giunta veneta il 9 febbraio scorso in materia di libera professione medica all’interno delle strutture ospedaliere per regolare l’attività e tenerla nettamente separata da quella pubblica attraverso sportelli di prenotazione e spazi dedicati.
 La delibera nasce da una una recente indagine eseguita dalla Regione sull’organizzazione e gestione da parte delle aziende sanitarie dell’attività svolta, appunto, in libera professione intramoenia dai medici dipendenti. L’inchiesta ha fatto emergere delle difficoltà e contraddizioni tali da spingere la giunta veneta, quindi, a scendere in campo con precise linee-guida a cui dovranno adeguarsi tutte le Usl del Veneto.
 Il provvedimento serve anche a impedire che l’attività privata sopraffaccia quella pubblica portando l’utente a preferire il privato come capita quando le liste d’attesa sono lunghe.
 Episodi di questo tipo ne capitano spesso, uno proprio ieri mattina a un residente di Cortina. L’uomo, dovendo fare una risonanza magnetica cervicale all’ospedale di Belluno come indicato dal suo medico, ha telefonato al Cup, ma qui si è sentito rispondere che avrebbe dovuto aspettare fino a maggio per avere la prestazione, mentre a pagamento, per 200 euro, avrebbe potuto presentarsi il giorno stesso. «E’ un’indecenza», ha sbottato l’utente «che si costringa il cittadino a pagarsi ogni prestazione».
 Così la Regione ha cercato di provvedere, tramite una delibera, che è stata accolta da tutti con entusiasmo. Primi fra tutti i sindacati dei medici. «Il problema della libera professione è previsto per contratto e rappresenta un’opzione in più per l’utente anche per eliminare le liste d’attesa», dice Marco Mazzella dell’Anao provinciale, uno delle sigle sindacali mediche più rappresentative, «le due attività indubbiamente vanno separate, l’una non può prevaricare l’altra e l’Usl deve provvedere a regolamentarle».
 Regolamento a cui l’Usl 1 sta attendendo da qaulche tempo come conferma il direttore amministrativo, Marangoni. «Si stanno chiudendo, i questi giorni, le trattive con le organizzazioni sindacali per giungere al regolamento», dice Marangoni, «Noi abbiamo centralizzato quasi tutte le prestazioni al Cup distinguendo, in termini di orari e di luogo, anche se tutto viene registrato dal Centro di prenotazione». (p.d.a.)

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