17 febbraio 2005 —
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sezione: Cronaca
BELLUNO. Redarre un regolamento interno per la libera professione e istituire un organismo paritetico che dovrà assicurare efficienti meccanismi di controllo sullattività libero professionale e sullorganizzazione complessiva.
Questo è quanto ha deciso la giunta veneta il 9 febbraio scorso in materia di libera professione medica allinterno delle strutture ospedaliere per regolare lattività e tenerla nettamente separata da quella pubblica attraverso sportelli di prenotazione e spazi dedicati.
La delibera nasce da una una recente indagine eseguita dalla Regione sullorganizzazione e gestione da parte delle aziende sanitarie dellattività svolta, appunto, in libera professione intramoenia dai medici dipendenti. Linchiesta ha fatto emergere delle difficoltà e contraddizioni tali da spingere la giunta veneta, quindi, a scendere in campo con precise linee-guida a cui dovranno adeguarsi tutte le Usl del Veneto.
Il provvedimento serve anche a impedire che lattività privata sopraffaccia quella pubblica portando lutente a preferire il privato come capita quando le liste dattesa sono lunghe.
Episodi di questo tipo ne capitano spesso, uno proprio ieri mattina a un residente di Cortina. Luomo, dovendo fare una risonanza magnetica cervicale allospedale di Belluno come indicato dal suo medico, ha telefonato al Cup, ma qui si è sentito rispondere che avrebbe dovuto aspettare fino a maggio per avere la prestazione, mentre a pagamento, per 200 euro, avrebbe potuto presentarsi il giorno stesso. «E unindecenza», ha sbottato lutente «che si costringa il cittadino a pagarsi ogni prestazione».
Così la Regione ha cercato di provvedere, tramite una delibera, che è stata accolta da tutti con entusiasmo. Primi fra tutti i sindacati dei medici. «Il problema della libera professione è previsto per contratto e rappresenta unopzione in più per lutente anche per eliminare le liste dattesa», dice Marco Mazzella dellAnao provinciale, uno delle sigle sindacali mediche più rappresentative, «le due attività indubbiamente vanno separate, luna non può prevaricare laltra e lUsl deve provvedere a regolamentarle».
Regolamento a cui lUsl 1 sta attendendo da qaulche tempo come conferma il direttore amministrativo, Marangoni. «Si stanno chiudendo, i questi giorni, le trattive con le organizzazioni sindacali per giungere al regolamento», dice Marangoni, «Noi abbiamo centralizzato quasi tutte le prestazioni al Cup distinguendo, in termini di orari e di luogo, anche se tutto viene registrato dal Centro di prenotazione». (p.d.a.)