Nasce il comitato per salvare la birreria

PEDAVENA. Sarà Siro Celli a guidare il "Comitato per la birreria", composto ufficialmente ieri nel corso di un incontro pubblico in municipio, alla presenza dei rappresentanti dell'amministrazione, del mondo dell'associazionismo, delle parrocchie, degli operai dello stabilimento e di tanti cittadini. Accanto a lui lavoreranno altre otto persone, oltre ad un collaboratore ed un segretario esterni.
Su proposta del sindaco Franco Zaetta, approvata all'unanimità dall'assemblea, il "Comitato" sarà quindi composto da un rappresentante dell'amministrazione, l'assessore Mario Cecchet, da due delegati delle Rsu, Stefano De Carli e Marco Stach, da due rappresentanti delle parrocchie cittadine, don Giuseppe Bortolas e don Aldo Barbon, da tre rappresentanti delle associazioni di categoria e di volontariato, Giuseppe De Lazzer, Alessandro Turrin e Gianluigi Zaetta. A svolgere l'incarico di segretario esterno sarà Maria Teresa De Bortoli, mentre l'esperto esterno sarà Tullio Zangrando.
Se anche, per motivi organizzativi pratici, è stato deciso di avere un nucleo ristretto di sole nove persone, il "Comitato per la birreria", che avrà come sede logistica la sala delle associazioni del seminterrato della sede municipale, è aperto agli apporti ed alle sollecitazioni dell'intera comunità, non soltanto pedavenese. Come testimoniano gli eventi di questi ultimi mesi, infatti, lo stabilimento birrario è patrimonio di una collettività più ampia, che travalica i confini provinciali e regionali. Accanto ad esso, continueranno ad operare, ciascuno all'interno delle proprie competenze, sia le Rsu che i sindacati, sia il Comune e gli altri enti ed istituzioni, sia Sviluppo Italia, coinvolta ad inizio gennaio per agevolare i colloqui con Heineken Italia che "rifiuta" di riconoscere come interlocutori gli enti locali.
Nella sua relazione introduttiva, il primo cittadino pedavenese ha ricordato brevemente gli eventi succedutisi da settembre ad oggi, sino all'ultimo coinvolgimento di Sviluppo Italia, che dopo aver contattato la multinazionale olandese ha confermato l'esistenza di «difficoltà oggettive a capirne le reali intenzioni». Zaetta ha quindi spiegato le motivazioni che hanno spinto alla costituzione di un comitato, a cominciare dal calo di attenzione della comunità locale. Da qui la necessità di un organismo che raccolga tutte le potenzialità del territorio, ed oltre, e possa attivarsi per «forzare la mano» alla proprietà, perché «non possiamo rassegnarci a perdere la nostra storia, senza cercare di fare il possibile per salvarla».
Tra gli interventi, quelli dei parroci pedavenesi, dell'onorevole feltrino Italo Sandi, e del rappresentante del Csv Nevio Meneguz, che ha illustrato le funzioni di un comitato. Da parte sua don Aldo ha affermato come si sia già in ritardo e come sia necessario anche attivare una raccolta fondi, «volete che non troviamo duecento cittadini disposti a dare 100 euro per la birreria? In tasca, ne ho già 1.500. Sta bruciando la nostra casa, proviamo, tutti assieme, a spegnere questo incendio. Perché Heienekn ha paura della nostra reazione».