Musei delle Regole, apertura fissata al 22

CORTINA. Mercoledì 22 saranno riaperti al pubblico i musei delle Regole d'Ampezzo (a "Ciasa de ra Regoles, in pieno centro). Sono il museo d'arte moderna "Mario Rimoldi", il museo paleontologico "Rinaldo Zardini" e il museo etnografico. I primi due sono il frutto della totale dedizione all'arte e alla scienza dei due uomini cui sono intitolati. La collezione d'arte moderna, donata alle Regole da Rosa Braun Rimoldi, è tra le più importanti in Italia. In vari decenni, a partire dal 1923, Mario Rimoldi riuscì a raccogliere le opere dei maggiori esponenti del Novecento italiano.
Da segnalare la presenza di ben 54 dipinti di Filippo De Pisis, 32 di Mario Sironi, 11 di De Chirico e 6 di Campigli. Il museo espone a turno le tante opere della collezione, ma anche quadri provenienti da altri musei. Per la stagione invernale 2004-2005, la direzione ha voluto riproporre alcuni splendidi quadri di Luigi De Zanna (1858-1918), artista di grandi capacità che affrontò per molti anni il tema della sua valle. Particolare rilievo sarà dato, inoltre, ad alcune opere della pittrice Alis Cabessa Levi (Manchester 1884-Cortina 1982); i dipinti a pastello, tecnica regina tra quelle da essa adottate, si dipanano tra soggetti d'indagine: ritratti, paesaggio e fiori in una ricerca che si allontana dalla ripresa del vero per una maggiore indagine introspettiva. Fra l'altro, nelle sale del museo, è esposta l'opera "Paesaggio Italico" di Italo Squitieri, del quale proprio quest'anno cade il decennale della scomparsa. Nelle vetrine del museo paleontologico, invece, sono racchiusi milioni di anni di storia della vita sulla terra. Una storia che si può immaginare vagando con occhio attento tra le mille forme delle creature marine che, pietrificate dal tempo, testimoniano un periodo che ebbe inizio oltre 200 milioni di anni fa, quando un mare calmo di tipo tropicale copriva la terra. Si tratta di una delle più consistenti collezioni di fossili esistenti: gusci di invertebrati marini, coralli, spugne, fossili d'innumerevoli animali. Si deve al ricercatore ampezzano Rinaldo Zardini la sistematica raccolta dei fossili in tutta l'area dolomitica, la loro catalogazione e organizzazione in una collezione che testimonia l'evoluzione geologica delle Dolomiti. Per facilitare la comprensione delle varie ere e dell'habitat in cui i fossili si sono formati, è stato creato, all'interno del museo, un percorso con descrizioni, fotografie e disegni delle tipiche formazioni rocciose in cui si sono inglobati questi antichissimi esseri viventi. Il museo etnografico, infine, raccoglie gli antichi utensili, gli attrezzi, le realizzazioni di una cultura agro-silvo-pastorale che, merito dell'abilità e dell'ingegno dei suoi artigiani, riuscì a creare oggetti ingegnosissimi da utilizzare nelle attività quotidiane legate al ciclo della fienagione, della cura del bestiame, della produzione di derivati dal latte, della filatura e delle attività boschive. Per non parlare delle squisite opere dell'artigianato artistico: la lavorazione del metallo, del ferro battuto, della filigrana d'argento, gli oggetti realizzati in legno pregiato finemente intarsiato con madreperla e fili metallici, i costumi tipici dei tempi passati. Tutte testimonianze di un patrimonio di tradizioni giunto fino a noi grazie alla saggezza del popolo ampezzano. Il museo etnografico custodisce, inoltre, preziosi documenti storici come lo Statuto Cadorino, unico esemplare degli Statuti che, trascritti e tradotti dal latino nel 1664 (l'originale risale al 1338), venivano utilizzati in Ampezzo dal Vicario che amministrava la giustizia e dal capitano del castello di Bodestagno. Nella sala a piano terra della "Ciasa" è visitabile, fino al 5 febbraio, anche la mostra "K2...l'amico ritrovato". L'orario sarà il seguente: dal 22 dicembre al 9 gennaio: 10-12,30/16-20; dal 10 gennaio all'11 aprile: 16-19.30 (tutti i giorni). Info: 0436-2206.