Il presidente Galan firma la petizione

PEDAVENA. Erano da poco passate le 13.30 quando dal corteo di auto fermatosi davanti alla Birreria è sceso il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, seguito dall'assessore Floriano Pra, dal consigliere comunale feltrino Dario Bond e dal sindaco di Fonzaso Tommaso Furlin. Una visita inattesa ed improvvisata, su proposta di Bond, che sottolinea l'attenzione dell'ente regionale.
Colti di sorpresa gli operai ed il sindaco pedavenese Franco Zaetta, che ha raggiunto lo stabilimento ad incontro già iniziato. Galan ha infatti voluto parlare con le rappresentanze sindacali, al fine di essere informato sulla situazione della fabbrica e sulle intenzioni di Heineken. Il colloquio è avvenuto nel gazebo che i dipendenti della Birreria hanno allestito per proseguire la raccolta di firme contro la chiusura dell'impianto. E come prima mossa tutti gli esponenti politici presenti hanno voluto sottoscrivere il documento, testimoniando anche con questo gesto la loro solidarietà.
Galan ha ascoltato con attenzione il racconto dei rappresentanti degli operai, chiedendo ulteriori dettagli e ricordando, alla fine, la propria giovinezza, quando anche lui, come intere generazioni venete, e non solo, saliva in macchina, con la famiglia, per raggiungere Pedavena, la sua Birreria, il suo giardino. «E' un patrimonio storico e culturale che non va assolutamente perduto», ha dichiarato quindi il presidente della Regione, «Faremo tutto il possibile, come ente, per trovare una soluzione, per gaantire nel tempo la produzione locale. Lo dobbiamo fare come veneti, orgogliosi del nostro buon operare». Senza dimenticare, ovviamente, l'aspetto principale della vicenda, quello occupazionale, che coinvolge un centinaio di dipendenti.
Sia Galan che Pra hanno risposto favorevolmente alla proposta del sindaco Zaetta, già lanciata mercoledì scorso dopo aver saputo dai dirigenti di Heineken Italia dell'intenzione di chiudere lo stabilimento, di avviare un tavolo di concertazione al quale partecipino tutti gli enti territoriali, quindi Comuni, Comunità montana feltrina e Provincia, e la Regione stessa, al fine di poter dialogare con la multinazionale olandese, proponendo un'unità di intenti.
«E' importante capire», hanno sottolineato i vertici regionali, «se delle 20 qualità di birra fabbricate a Pedavena ci sono possibilità per proseguire la produzione, salvaguardando alcune specialità che hanno il loro pregio». Una soluzione, questa, che consentirebbe di salvare i posti di lavoro e di difendere il tessuto economico Feltrino, che subirebe un terribile depauperamento con lo smantellamento dello stabilimento. Quello che è importante capire a questo punto, si è concluso al termine, è quali sono i margini di trattativa con Heineken, tenuto conto della data capestro del 31 dicembre.