31 dicembre 2003 —
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sezione: Cronaca
BELLUNO. Il maltempo concede una tregua. Tra nuvole ancora basse e qualche nevicata residua, diventata pioggia anche in quota, ieri è comparso un po di azzurro e un timido sole. Meglio dovrebbe andare nel pomeriggio di oggi, secondo le previsioni del Centro antivalanghe di Arabba, e nella giornata di domani. Notte di Capodanno sotto le stelle, dunque, con temperature minime in diminuzione. In attesa della nuova perturbazione di venerdì.
OLTRE UN METRO DI NEVE. Ieri intanto lintero Bellunese ha fatto i conti con leccezionale nevicata di domenica e lunedì. Il record del manto nevoso, per le zone abitate, spetta a Pecol di Zoldo Alto con quasi 120 centimetri. Segue a ruota Falcade con 100, Arabba con 90, Cortina (Pecol) con 60 centimetri caduti in due giorni e 90 in totale.
A Sappada si supera di poco il mezzo metro, come a Padola; Auronzo si ferma a 40 centimetri totali, a Pieve di Cadore ne sono caduti 30, ad Agordo 25, altrettanti in Cansiglio, sul piazzale del Nevegal ci sono circa 35 centimetri, ma in Faverghera si supera quota 100. Nulla a Belluno dove ha sempre piovuto, anche ieri per buona parte della giornata, pochi centimetri a Feltre, 40 a Lamon. A differenza di quanto accade di solito ha nevicato molto più sulle Prealpi e sulla parte bassa della provincia che in quota e nella parte a nord verso lAustria. La neve fresca caduta a 2000 metri sulle Dolomiti rimane tra i 40 e i 70 centimetri, mentre sulle Prealpi si va dai 70 ai 100 centimetri già a 1500 metri di quota.
ALTO IL PERICOLO DI SLAVINE. Rimane elevato il rischio di valanghe, tra grado 3 e grado 4 (su una scala che arriva a cinque). E molto pericoloso, dunque, avventurarsi a fare fuoripista o prevedere escursioni e gite scialpinistiche. Il pericolo di valanghe ha consigliato la chiusura, dopo il passo Fedaia, anche del passo Giau dal lato di Selva di Cadore. Gomme da neve praticamente su tutte le strade provinciali, catene nelle zone più elevate e attorno a Cortina, dove il caos provocato dalla presenza nella conca di 45.000 persone e moltissime auto ha raggiunto ieri il massimo. Proprio a Cortina si è deciso di chiudere per pericolo di slavine la pista da fondo «Ferrovia» nel tratto compreso tra il casello di Fiames e la galleria piccola di Pezovico (prima del rifugio Ospitale).
Piste da discesa sono chiuse qua e là per lintero comprensorio sciistico bellunese, come nel caso del collegamento tra Zoldo e Alleghe.
AUTO FUORI STRADA Anche nella giornata di ieri ghiaccio e neve hanno bloccato la corsa di camion e macchine. Con diverse conseguenze. In alcuni casi i veicoli sono finiti fuori strada, in altri gli autisti, per evitare danni, hanno preferito fermarsi e chiedere ai vigili del fuoco di essere scortati su strade più sicure. È il caso dei pompieri di Pieve di Cadore. Per ben tre volte, nellarco della mattinata, i vigili del fuoco sono intervenuti per soccorrere autisti in difficoltà sulla neve. Il primo intervento poco dopo le 9, in località Sottocastello, dove un camion, sprovvisto di catene, è finito fuori strada. Sul posto è stato necessario lintervento dellautogrù che attraverso un gancio dacciaio è riuscita a riportare in strada lautomezzo pesante. Più tardi, alle 10.30, un altro intervento a Nebbiu. Questa volta, però, è stato lo stesso autista di un camion di generi alimentari a chiamare i pompieri di Pieve. Motivo: era senza catene e non si fidava di affrontare da solo la strada stretta e ripida. Così i vigili hanno scortato il camion fino alla statale. Alle 11.40 terzo intervento a Calalzo per unauto finita fuori strada. Anche a Cortina, ieri mattina, i vigili del fuoco del posto sono intervenuti alle 9.30 in via Faloria per una macchina finita fuori strada. Illeso il conducente, lievi danni alla macchina. Auto fuori strada alle 1.25 della notte tra lunedì e ieri a San Vito. Il recupero è stato effettuato dai vigili del fuoco di Belluno.
ALBERI CADUTI Numerosi gli interventi nella notte tra lunedì e ieri per rimuovere alberti abbattutisi in strada a causa del peso della neve. In particolare nella zona di Pieve di Cadore e di Agordo. Tutti gli interventi si sono risolti per il meglio.