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Alpinisti «fai da te» soccorsi dal Suem

 AURONZO. Da due giorni vivevano in tenda, ad oltre 2000 metri d’altezza, sotto la neve e con viveri a sufficienza per altre 48 ore. Ma il bollettino dava previsioni sempre più allarmanti: bufere di neve, rischio valanghe ai massimi livelli e temperature in picchiata sotto lo zero. Così, ieri pomeriggio, l’elicottero del Suem si è levato in volo per andarli a prelevare. E loro, Clemente Berazzo, 20 anni di La Spezia, e Leonardo Canu, 26 anni di Parma, dopo aver letto le previsioni meteo, hanno ringraziato.
 Il salvataggio è avvenuto a quota 2300 metri. I due si trovavano nei pressi del Rifugio “Lavaredo”, sulle Tre Cime, sprovvisti di sci, ciaspe e ramponi. «Siamo appassionati di montagna - ha spiegato Leonardo Canu, operaio metalmeccanico emiliano, subito dopo il salvataggio - ed avevamo preparato a puntino la nostra avventura in alta quota. L’equipaggiamento non ci mancava per far fronte al freddo ed avevamo un’autonomia di viveri per altri due giorni. Ma quando oggi (ieri, ndr) è arrivato l’elicottero ed i responsabili del soccorso alpino ci hanno mostrato il bollettino meteo dei prossimi giorni non ci è proprio dispiaciuto di interrompere la nostra avventura in alta quota».
 Del resto per i due alpinisti, arrivati in jeep in provincia di Belluno tre giorni fa, già nella notte tra lunedì e ieri la situazione si era fatta critica. «Siamo rimasti svegli tutta la notte - continua Canu - per spalare i cumuli di neve che si formavano davanti alla tenda. In poche ore sono caduti quasi due metri».
 L’operazione di salvataggio, coordinata dal Suem e alla quale hanno partecipato gli uomini del soccorso alpino di Auronzo, è scattata alle 16 di ieri dopo che un amico dei due alpinisti “fai-da-te”, preoccupato per le loro sorti, ha allertato il 118. È bastato un breve consulto tra gli uomini del Suem e quelli del soccorso alpino. O meglio, è stato sufficiente dare un’occhiata alle previsioni meteo dei prossimi giorni per decidere, anche se non era giunta dal rifugio una vera e propria richiesta d’aiuto, di andare a salvare i due alpinisti.
 Pochi minuti e l’elicottero era già sul posto. Un po’ sorpresi, Clemente Berazzo e Leonardo Canu, sono usciti dalla tenda. «Effettivamente - spiega Canu - non sapevamo proprio che la situazione sarebbe peggiorata così drasticamente nei prossimi giorni. Quando abbiamo letto il bollettino non abbiamo potuto fare altro che ringraziare i soccorritori. Eravamo ben attrezzati per far fronte al freddo ma non per scendere a valle: senza sci o ciaspe. Insomma, un intervento riuscito quello del Suem».
 Per i due alpinisti un’avventura che non dimenticheranno. «Effettivamente - conclude Canu - col passare delle ore ci stavamo sempre più preoccupando. La neve continuava a cadere e solo in mattinata c’era stata una tregua. Ritorniamo a casa con una storia da raccontare agli amici ma anche con un’esperienza maggiore sulle spalle. Un’esperienza che ci sarà utile per il futuro. Il nostro futuro di alpinisti e appassionati della montagna». (m.fil.)