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ARCHIVIO il Corriere delle Alpi dal 2003

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Carbone da rifiuti?
Nulla di accertato

LA minaccia di dimissioni dell’assessore Pietro Balzan se non verrà dato il via al progetto «carbone da rifiuti» mi spinge a partecipare al dibattito anche perché la stessa Dolomiti Ambiente, organo della Provincia, si schiera per l’incenerimento usuale.
 La mia posizione è nota fin dai tempi in cui svolgevo compiti istituzionali: radicalmente pro raccolta differenziata spinta e del riciclaggio, confortata da consolidati successi dove viene applicata.
 La mia non è mai stata una posizione «ideologica» perché sono sempre stato attento alla ricerca scientifica nel ramo.
 Gli inceneritori non sono né economicamente sostenibili né efficienti ed efficaci. Se scomparisse la famosa Cip 6 che scarica sulla fiscalità generale i costi con appositi incentivi l’industria del ramo sparirebbe. L’efficienza del combustibile da rifiuti urbani è scarsa e genera montagne di ceneri tossiche da smaltire ad alto costo.
 Se la carbonizzazione degli Rsu fosse - come sostiene Balzan - accertata e soprattutto consolidata da sperimentazioni diffuse, sarebbe una soluzione, tra altre, e percorribile, ma i dubbi esistono e in queste materie sono a disposizione squadre di esperti a favore e contro.
 La gente non capisce più niente malgrado proprio su di essa ricadano le scelte.
 Cito da «Il Sole 24 Ore» del 20 agosto scorso: «E’ il sogno dell’urbanistica, del futuro, centrali elettriche a basso tasso di inquinamento e da montagne di rifiuti urbani». Riciclate sotto forma di carburante, producono quello che è stato battezzato il Cdr-P, una miscela di rifiuti urbani secchi, plastiche non clorurate e pneumatici usati; un combustibile in grado di sostituire fino al 40% i fossili. La Pirelli & C. Ambiente - impegnata dal 1997 nel ramo - sta realizzando il progetto integrato in provincia di Cuneo. Con Italia Granda una Joint Venture tra la Acsr (la Dolomiti Ambiente della zona) 51% e la Pirelli & C. al 49%. Tra tre anni 650.000 tonnellate di Rsu diventeranno carburante.
 Il pregiudizio storico dei politici bellunesi contro il riciclaggio e la raccolta differenziata spinge a tentare strade astruse e costosissime, non solo nel campo dei rifiuti.

Dino Fava ex assessore provinciale all’ambiente BELLUNO

Battute di Gene Gnocchi
da farci vergognare

LUNEDI’ sera sono rimasto esterrefatto quando il signor Gene Gnocchi, parlando in una sua trasmissione su RAI DUE dell’attentato di Nassiriya e dell’opportunità di limitare per il giorno dell’arrivo delle salme la messa in onda di trasmissioni leggere, ha contestato la necessità di tenere tale comportamento affermando: «Secondo voi quella sera, per dei militari ci hanno perso le penne, nessuno in Italia ha trombato?».
 Mi sono vergognato di essere suo connazionale.
Claudio Fioravanti ROMA

Sigarette, libertà
e rispetto della salute

SI calcola che i fumatori italiani siano tra i 15 e 18 milioni, circa un terzo della popolazione, si può fumare per strada, nei posti all’ aperto, dentro in casa e tutti i luoghi dove non esiste divieto. Questo non è sicuramente proibizionismo. In ogni caso non bisogna mai dimenticare che la propria libertà finisce laddove inizia quella altrui. Questo spazio può essere esiguo, ma è l’unico che ci permette di vivere con gli altri senza litigare.
 Salute pubblica. I dati dicono, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il tabagismo provoca il cancro. Montagne di ricerche scientifiche e di numeri lo confermano, quattro milioni di morti l’anno nel mondo e in Italia novantamila morti l’anno. Si rischia che aumentino ancora se non saranno prese misure preventive. La gente andrebbe educata a tutelare la propria salute, il valore della vita deve essere al primo posto nella scala dei valori. Tuttavia se una persona vuole continuare a fumare, lo faccia, basta che non invada il campo degli altri. E qui subentra il ruolo delle istituzioni, compito della sanità pubblica ed offrire un’adeguata, informazione sulle conseguenze e tutelare le persone che rifiutano la via tabagista. Stato e famiglia. La lotta al tabacco è una priorità, visti i costi di vite umane, economici, ambientali. Secondo me non basta estendere i divieti ai bar ai ristoranti, come prevede la legge che entrerà in vigore nel 2004, occorrono campagne di prevenzione. Una strategia di lungo respiro, è il caso di dirlo, non possiamo accontentarci di una giornata l’anno contro il fumo di sigarette, seppur importante. Bisogna capire che servono investimenti, avendo ben chiaro il solito ritornello, ciò che si spende oggi sarà risparmiato domani. I medici ascoltare i loro consigli, ma non prenderli come esempio negativo, anche loro fumano, quindi, non ha senso. Un terzo dei camici bianchi è tabagista, nella media naturalmente.
 E poi si sa, i medici sono scrupolosi verso i pazienti, pessimi nella cura di se stessi. Con loro è una battaglia persa in partenza. Comprendo il disagio di chi è fumatore, si crede un po’ accerchiato. Pertanto un appello, su questo problema, evitiamo le crociate contro le fumatrici e fumatori. Ma, anche le false battaglie di libertà dei tabagisti.
 Cari cittadini cerchiamo, tutti insieme con spirito propositivo e costruttivo di fare qualcosa in più, per costruire una società, più rispettosa della vita, più libera dalle dipendenze, dove la salute sia più tutelata, per una società mi gliore, dove ci sia più cultura della vita, più salute per tutti i cittadini. Allora per fare questo ci vuole, da parte delle istituzioni, da parte del governo, un progetto, un programma, con l’obiettivo più vita e più salute.
 Il progetto deve comprendere: la scuola che faccia informazione, ed educazione alla salute, negli ospedali e posti di cura, gli operatori diano il buon esempio di comportamento, a non fumare nelle strutture pubbliche, in televisione promuovere, trasmissioni di informazione dei danni che provoca alla salute il fumo di sigarette e come si può evitare, i giornali utilizzare ogni giorno una piccola parte del loro spazio per informare sul danno alla salute di chi fuma sigarette, le istituzioni, il Governo, il Ministro della Sanità assieme alle regioni, alle A.S.L, elaborare un piccolo opuscolo informativo ed educativo, da fare arrivare in ogni famiglia italiana, (sarebbe molto più utile della lettera del Governo sulla finanziaria 2004), che faccia sapere loro i danni che provoca il fumo di sigarette alla salute dei fumatori ma anche dei non fumatori con il fumo passivo, informare i cittadini dei grandi vantaggi alla salute per tutti se non si fuma.
 Tutto questo con l’impegno di tutti si può e si deve fare per raggiungere l’ obiettivo, più salute e vita per tutti i cittadini.

Francesco Lena