Egna, aziende al servizio dei dipendenti

BOLZANO. «L'idea dei raggruppamenti o reti di datori di lavoro - spiega il segretario della Cisl Michele Buonerba - in altri Paesi europei esiste da tempo, in Francia sono arrivati anche ad assumere personale per le aziende, da assegnare di volta in volta nella fabbrica che ne ha più bisogno, e che altrimenti non si potrebbe permettere». Nel novembre 2013, questo modello di organizzazione è stato presentato dagli esperti dell'osservatorio francese sulle reti di imprese francesi presso una convention in Camera di Commercio a Bolzano. È stato quello che normalmente si chiama un colpo di fulmine. A guidare le attività in Alto Adige, durante la sperimentazione a Egna, è la società Change Group, che fa parte dell'osservatorio e opera nel settore della consulenza per la competitività delle imprese. Tra i suoi partner locali ci sono anche Azienda Energetica e Brennercom, ma non mancano nel portafoglio clienti anche colossi come Alfa Laval, Abbot e General Electric, oltre a enti locali e associazioni di categoria su tutto il territorio italiano. di Riccardo Valletti wEGNA Se il lavoratore vive senza stress produce di più, si ammala meno, mette entusiasmo in quello che fa e gli resta tempo da dedicare alla famiglia. E se tutto questo è possibile grazie all'impegno dell'azienda per cui lavora nei suoi confronti, allora il rapporto non è più solo economico, ma affettivo. È con questa idea in testa che da qualche giorno è stato avviato ad Egna il progetto pilota della rete di imprese che offrono servizi di welfare per la conciliazione del tempi lavorativi e familiari. L'idea è importata, come tante altre innovazioni nel campo dell'organizzazione aziendale, e il progetto pilota serve a misurarne la fattibilità sul territorio e nel tessuto sociale altoatesino. Dalla babsitter allo scuolabus per i bambini, dalla badante per la mamma anziana alla colonia estiva, dalla spesa a domicilio all'asilo nido; se c'è una necessità a cui il lavoratore non riesce a far fronte autonomamente, e alla quale il mercato non riesce a rispondere per l'assenza dell'economia di scala, ecco che interviene il datore di lavoro, che mette tutto a posto. In realtà il piano prevede che non sia una sola impresa, ma un'intera rete, a censire prima e soddisfare poi, tutte queste necessità. «Abbiamo scelto il Comune di Egna - spiega il segretario della Cisl, che prende parte attivamente alla realizzazione del progetto - perché ha le dimensioni e l'economia giusta per essere un buon campione di fattibilità». All'iniziativa hanno aderito le tre "big" del posto: Würth, Aparatebau e (probabilmente) il centro amministrativo di Poli, che assommano diverse centinaia di addetti. «Nello stesso contesto c'è anche una grande quantità di imprese piccole e medie, circa 400, che completano il quadro imprenditoriale». In sostanza, le aziende aderiscono a questa rete, e finanziano in parte (si valuta l'idea dei 2 terzi) i costi delle operazioni richieste attraverso una raccolta di informazioni tra i lavoratori. Un terzo dei costi è detratto direttamente in busta paga agli stessi addetti, che però possono detrarlo dalla dichiarazione dei redditi. Lo stesso vale per l'impresa, tutto l'investimento non solo è esentasse, ma anche detraibile. Il progetto è solo ai suoi primi giorni di vita, e durerà per alcuni mesi, circa sei, necessari a misurare il grado di apprezzamento sul territorio e la sua fattibilità. «L'idea è che se tutto va bene, si potrebbe impiantare questo ecosistema in tutta la provincia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA